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martedì, 21 aprile 2009

Che lo spam rompesse le scatole era cosa ben nota. Un po’ meno il fatto che tutte queste fastidiosissime e-mail non richieste, finiscono anche col contribuire ad inquinare il nostro povero Pianeta.
Non ci credete? Sembra strano infatti che degli “innocenti” messaggi possano divenire nocivi per l’ambiente ma, come riportato dal Corriere della Sera.it, “l’energia spesa per creare, inviare, ricevere, visualizzare e filtrare la posta indesiderata, … a livello globale ammonta a 33 miliardi di kilowatt/ora, pari all’elettricità consumata da poco meno di 2,5 milioni di abitazioni … lo stesso inquinamento prodotto da oltre 3 milioni di automobili. Ogni e-mail spazzatura, dunque, comporta nel suo complesso un’emissione di 0,3 grammi di CO2, stessa quantità prodotta da un metro di guida.”
Davvero una brutta faccenda.
Speriamo che qualcuno si decida a darci un taglio con questo spam, anche se la soluzione dovrà essere ricercata prevalentemente in un sistema di filtraggio automatico sempre più vigile e “intelligente” che lavori a monte e ci eviti questa immondizia telematica. 
Infatti, una volta che lo spam raggiunge il nostro PC, pur venendo cancellato in fretta, avrà comunque completato il suo ciclo inquinante: avrà cioè fatto lavorare i PC di origine, i server, i nodi, e il nostro microprocessore per quei secondi necessari a comporre il tragico calcolo del kilowatt/ora…

L’articolo completo lo trovate al seguente link: Corriere della Sera.

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