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giovedì, 2 luglio 2009

Per chi è già conparoliano, questa parola dice tutto (e dice bene), ma per chi non dovesse avere la minima idea di quale ambiguo significato si nasconda dietro questo termine, cercherò di spiegarlo “con parole mie”.
Voglio dire… esiste una straordinaria trasmissione radiofonica su Radio 1 chiamata per l’appunto “Con Parole Mie” (di e con Umberto Broccoli) la quale, se dovessi spiegarvi di preciso di cosa parla, beh… per quanto potrei parlare finirei sempre con lo sminuirla, bisognerebbe ascoltarla per rendersi conto, comunque voglio provarci lo stesso.
Parla di storia, cultura, poesia, eventi quotidiani del passato e del presente messi a confronto, pensieri e riflessioni personali.
Ma vi prego di non arricciare subito il naso pensando alla “storia” che avete spesso subito (come me) durante i pesantissimi anni di studio dalla prima elementare in avanti (senza offese per i miei ex insegnanti). Stiamo parlando si una storia a portata di tutti, spiegata dal professore  che tutti vorremmo avere, per piccoli fatti (e non per grandi nomi, successioni, abdicazioni, partiti e guerre).
Umberto Broccoli riesce a costruire un’ora di trasmissione partendo da un semplice fatto, un uomo qualunque, una scritta  impressa su una roccia, un papiro, ma quasi sempre si tratta di una scena di vita quotidiana. Oppure un fatto di cronaca avvenuto in un anno preciso, specialmente eventi dell’ultimo secolo, quasi mai spiegati a scuola. 
Da lì, a cavallo di musiche straordinarie, spezzoni di canzoni ritagliati ad hoc, iniziano i racconti, in grado di farti sognare, di farti “vedere” le cose tramite la radio. Vi assicuro che se vi calate nell’ascolto riuscirete davvero a “vedere” tutto quello che viene narrato.
Quello che Umberto mi ha fatto capire davvero è che la storia si ripete all’infinito, i personaggi, le paure, le glorie e i problemi sono sempre stati gli stessi fin dall’inizio dell’umanità.
Oggi il ricco ostenta la Ferrari, la villa in Sardegna e la vacanza a Dubai, nell’ottocento una carrozza  a un abito con cilindro, ai tempi dei romani una casa con schiavi e coppe d’oro, ma sempre di persona agiata si è trattato. E così come per il ricco, tutte le figure sono sempre sopravvissute: il politico che si approfitta del suo potere, il mercante che cerca di fregare l’acquirente, il povero che spera sempre una vita migliore…
L’uomo non è mai cambiato e mai cambierà.
Segue poi la seconda parte (che dà poi il nome alla trasmissione) dedicata a riflessioni personali sul tema del giorno. Vi assicuro che è sorprendente come le immagini evocate dal Broccoli, vere e proprie poesie a rime sciolte, siano estremamente profonde e toccanti.
Grazie a questa trasmissione, ho inoltre avuto la possibilità di conoscere la musica di Ludovico Einaudi, poiché spesso i suoi brani vengono utilizzati come sottofondo.
Ma se non volete perdere tempo ad aspettare che il programma venga trasmesso alla radio, scaricatevi una o due trasmissioni in mp3, così potrete ascoltarle in tutta calma quando vorrete.
Dunque, in quest’epoca di vuoto e stupidità, fatevi “Conparoliani”, vi aiuterà a colmare il vuoto che vi opprime.
Per gli amanti di facebook esiste anche questo gruppo.

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2 Commenti a “Sono un Conparoliano”

  1. Marina scrive:

    Bravo Daniele una descrizione perfetta

  2. Daniele scrive:

    Grazie, sono onorato.




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