Ho appena finito di leggere il primo libro di Liliana Arena intitolato “l’oceano del mio IO“. Si tratta di una silloge contenente 61 poesie autobiografiche nelle quali la scrittrice mette a nudo il suo difficile percorso esistenziale visto come un tortuoso cammino irto di spine e “rocce taglienti come lame affilate” nella lenta ricerca della liberazione dalle sue ipocondriache sofferenze.
Dedico il mio vissuto a coloro che hanno smesso di credere in se stessi, a dimostrazione del fatto che non bisogna arrendersi mai e proseguire il viaggio, perché esiste una via d’uscita e io l’ho trovata.
Leggendo il libro, pur fatto di poesie, si ha l’impressione di attraversare una storia, un collage fatto di momenti e appunti d’autoanalisi, uno spaccato di vita che, partendo da una situazione di silente melanconia, solitudine e frustrazione, ci porta per le aspre vie dell’insoddisfazione, della vana ricerca di qualcuno con cui condividere il proprio male, arrendendosi a se stessi, tentando di lottare, cadere, rialzarsi e poi lasciarsi andare. L’isolamento, il rifiuto della società e i suoi schemi, non è sempre lucido e voluto, ma il frutto di una malattia che inevitabilmente porta all’emarginazione, all’esilio interiore, un esilio che viene in fin dei conti accettato, se questo può evitare di dissolversi nell’omologazione che fa sembrare tutti così sani, ma così vuoti.
Le poesie di Liliana sono amare, crudeli, talvolta pacate e rassegnate, scritte col fil di voce di chi ha appena finito di piangere, oppure gridate fino a tossire in un turbine di follia.
Andando avanti con la lettura, si assiste poi a una lenta metamorfosi, dove la crisalide matura e prende coscienza di sé; a quel punto Liliana vuole emergere in superficie, per respirare, per vedere e vivere veramente; interroga se stessa “stuprando la sua mente provocandosi ferite”, gli errori e le false convinzioni, il male auto inflitto con troppa violenza, un male che verrà comunque perdonato. L’oceano si apre, l’anima ne fuoriesce integra, le acque si appianano finalmente e la vera vita inizia a scorrere assieme all’autrice, rendendola partecipe e senziente, “bussola di se stessa”.
Prima ero alla finestra
ora sono sulla strada.
Per saperne di più, consultate questo link: Parole in fuga.
Mentre il sito della scrittrice è il seguente: Liliana Arena.
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