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Elenco parole “difficili”

Voglio premettere che, seppur mi stia impegnando a svolgere il più seriamente possibile questo lavoro, non escludo possa esserci qualche piccolo refuso od omissione. Pertanto invito sempre e comunque tutti a utilizzare un valido vocabolario e non basarsi solamente sulle mie indegne considerazioni. Ovviamente, se trovate errori fatemelo presente, così li correggerò al più presto.

Per molte parole ho inserito solo i significati più tipici e usuali, mentre per altre ho ritenuto utile inserire i significati più vicini al mondo della scrittura. Fate voi. Ad ogni modo, se questo lavoro vi piace o vi è tornato utile, fatemelo sapere con un messaggio, e-mail o commento, affinché il mio tempo e la mia fatica siano pienamente ripagati.

Siccome il lavoro procederà per stralci, troverete man mano un ampliamento dei termini.

A questo punto, occhio alle parole difficili! Sicuramente troverete che, tra le varie voci, ve n’è qualcuna “facile” e questo avverrà soltanto perché voi conoscete già quel termine, da qui la dimostrazione della mia tesi: nessuna parola è difficile o facile.

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Indice delle lettere:A B C D E F G H I L M N O P Q R S T U V Z

A

ATTICCIATO = aggettivo riferito a persona tarchiata, tozza, grossa e robusta.
Immaginate un grasso nanerottolo, ma non chiamatelo così perché è anche muscoloso e potrebbe vendicarsi.

ATTERRITO = aggettivo spaventato a morte, terrorizzato.
Tipo persona che si vede una pistola puntata in faccia o che ha appena visto un fantasma.

ATTECCHIRE = verbo affermarsi, radicarsi, mettere radici.
Propriamente si usa per le piante, per dire che una pianta ha messo le radici - ha attecchito -, ma nel senso figurato è spesso riferito ad un’idea, una corrente di pensiero che ha preso campo.

AITANTE = aggettivo atletico, prestante.
Uno che ha il fisico allenato, ginnico, sciolto, agile forte e scattante. Uno tipo me… specie quando sogno la notte.

AMENO = aggettivo che ispira gioia, gradevole e attraente e/o divertente.
Immaginate il parco di Gardaland o (per par condicio) di Mirabilandia; sono luoghi ameni. Posti che fanno stare bene; oppure una collinetta piena di fiori, piante profumate, il mare di sera, un campo di grano… ognuno prosegua con la sua fantasia.

ANCHILOSATO = aggettivo irrigidito, paralizzato, intorpidito. Oppure tardo di prontezza, torpido.
Vuol dire rattrappito, quando hai fatto cinquanta chilometri in bicicletta, scendi e trovi che la metà bassa del tuo corpo è anchilosata. Se non avete capito provate a fare cinquanta chilometri in bicicletta, subito dopo cercate di correre a piedi… In senso figurato indica invece una persona un po’ rinco.

AFFETTATO = aggettivo Artificioso, innaturale.
Non stiamo parlando di lonze. prosciutti o mortadelle, quelle credo non siano parole difficili. Atteggiamento affettato è quello di chi non si sente a proprio agio, si sforza di apparire in un certo modo ma non è naturale. Tipo uno che in vita sua ha sempre portato tute e pantaloni corti e una sera si ritrova in smoking, uno che per concludere un affare si sforza di sorridere mentre in realtà è teso e ha il cardiopalmo (o cardiopalma) che vuol sempre dire palpitazione cardiaca.

APOSTROFARE = verbo rivolgersi a qualcuno animatamente, con tono aspro di rimprovero o sdegno. Insultare qualcuno (nell’uso riflessivo reciproco apostrofarsi a vicenda).
Immaginate un tipo che, con l’indice puntato su un altro inizia a dirgli “Sei un idiota, non capisci niente” ecc… gli sta semplicemente rivolgendo un’amichevolissima apostrofe.

ASCETA = nome colui che vive in modo scomodo facendo continue penitenze per elevarsi spiritualmente.
Se avete letto Siddharda è proprio lui da giovane. Se non l’avete letto, pensate a uno che (normalmente isolato dal mondo) si fustiga, non mangia, non beve, ma prega, legge e si eleva spiritualmente. Oggio giorno ce ne vorrebbe un po’ di ascetismo per rimetterci a posto.

ABIETTO = aggettivo Ignobile, spregevole, vile.
E’ uno che merita il massimo disprezzo, una persona capace delle azioni più basse, cattive e schifose. Ad esempio il pedofilo è la persona più abietta che esista.

AVULSO = aggettivo Tolto via, staccato. In senso figurato: lontano, che non ha niente a vedere.
Si dice di una cosa, persona o pensiero che proprio non c’entra niente, ma proprio niente in un complesso o contesto. Una saponetta al centro di un campo da golf è avulsa. Un tifoso del Milan nella curva della Juve è avulso, e se la passerà anche male. Oppure una persona può essere avulsa da un argomento, quando non sa niente o non ama quell’argomento. Ad esempio io sono avulso dal Grande Fratello.

ATAVICO = aggettivo Tradizionale, che procede dagli avi, dagli antenati. In dipendenza o relazione con la cultura dei progenitori, degli antichi.
Fare il vino con l’uva è un qualcosa di atavico perché lo facevano millenni fa. Le domande “chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo”, sono domende ataviche.

ARTATAMENTE = avverbio Con inganno, con astuzia, in modo artificioso.
Quando qualcuno vuole farci fessi, ma in modo molto subdolo, furbissimo. Un rappresentante che vuole vendervi proprio quel prodotto, che è proprio il migliore che c’è sul mercato, che se non acquisti in quel preciso momento perdi l’occasione… sta vendendo qualcosa artatamente.

ASTANTE = aggettivo o nome Chi è in un certo luogo, per caso o per un qualche motivo.
Gli astanti possono essere tutti i tifosi di una partita, tutti quelli che il venerdì sera affollano il supermercato e fanno la fila alla cassa, ma anche due vecchietti sotto una pensilina che aspettano la corriera, possono chiamarsi gli astanti che aspettavano la corriera. Vale a dire, quelli che in questo momento sono qui, o lì, o là; quelli che ci sono. Basta.

AGOGNARE = verbo Desiderare intensamente, ansiosamente qualcosa, ambire, anelare.
Vuol dire che una cosa la vuoi, ma la vuoi proprio, che se avessi quella cosa… saresti felice, ma felice che non desidereresti altro; che fino a che non hai quella cosa non dormi la notte. Poi è ovvio che quando ce l’hai ne inizi a desiderare un’altra, ma questo non c’entra; in quel caso vorrà dire che agognerai qualcos’altro.

AMMORBARE = verbo Rendere malsano, infetto. Appestare, infettare.
Immaginate una persona che non si lava da un mese, bene, quella persona, con la sua puzza, ammorberà qualunque ambiente in cui si trovi nell’arco di cento metri.

ANNICHILIRE = verbo Ridurre al niente, annientare, polverizzare, disintegrare. Anche umiliare, costringendo al silenzio, all’immobilità.
Quel tipo era così rozzo, maleducato e prepotente che annichiliva chiunque incontrasse. Un professore a scuola quando ti interroga e non sai niente, e ti urla che sei un somaro, che ti boccia, ti lascia annichilito. Si può usare anche al riflessivo per dire che rimani zitto e impotente di fronte a qualcosa o qualcuno. Se vedi un incidente stradale rimani annichilito dalla paura e dallo sgomento.

APOLOGIA = nome Difesa, scritta o orale. Esaltazione di un personaggio, di un’ideologia o di una dottrina.
Se uno è appassionatissimo di Vasco Rossi e inizia a dire: “perché Vasco è un mito, perché è un grande, la sua musica ha fatto la storia, ecc..” quel tipo sta facendo l’apologia di Vasco.

ADEPTO = nome Nuovo seguace, iscritto a una setta, società segreta o religiosa.
Se uno decide di diventare Testimone di Geova diviene un adepto di quella religione. Ma si può usare anche in senso scherzoso per dire che un tipo inizia a far parte di un gruppo di amici, che inizia a frequentare un locale fisso, ecc…   

AVVENIRISTICO = aggettivo Che anticipa il futuro.
Quando una cosa è, per così dire, futuristica, come un’automobile ad energia solare, un motorino a idrogeno, stiamo parlando di cose avveniristiche.

ASETTICO = aggettivo Privo di contaminazione microbica e perciò di infezioni.
Privo di passione. In senso proprio, dunque, può essere asettica una sala operatoria prima di un intervento, disinfettata all’inverosimile. Ma in senso figurato, è asettica una persona o un ambiente/situazione in cui non si riscontri nessun tipo di vitalità, di emozione o di passione per qualcosa. Colui che annuisce sempre passivamente, con un soffio di voce, alle vostre proposte di vacanze, d’amore, o di vita in genere, è un tipo asettico.

ABBACINARE = verbo Privare momentaneamente della vista per troppa luce. Ingannare.
Quando tentate di guardare il sole, o quando, di notte, un’auto vi punta i fari addosso, i vostro occhi si chiudono per il dolore e, per qualche istante restano ciechi anche dopo averli riaperti. I vostri occhi sono stati abbacinati dalla luce. Anche una bellezza fuori dalla norma, un paesaggio, una donna, può abbacinarvi, nel senso che vi confonde le idee, vi inganna.

ARDESIA = nome Roccia argillosa grigia/verdastra. Colore grigio/bluiastro.
Chiaro.

ALVEO = nome Solco del terreno ove scorre, normalmente, un fiume o torrente.
Una specie di fosso, più o meno grande.

AFFRANCARE = verbo Liberare, rendere liberi, liberarsi.
Oltre che nel senso “postale”, questo verbo ha il più nobile significato di liberare dalla schiavitù, o da incombenze, o da sofferenze. Le energie alternative rinnovabili potranno affrancarci dalla crisi energetica e dall’inquinamento (sempre se ci sbrighiamo a metterle in funzione).

ADDIACCIO = nome Recinto all’aperto per far riposare il bestiame di notte. Stazionamento di truppe militari all’aperto. In generale all’aperto.
Dormire all’addiaccio significa dunque dormire all’aperto, con un sacco a pelo o anche senza niente. Attenti ai reumatismi.

AFONO = aggettivo Che ha perso la voce per infiammazione, paralisi, o altro.
Quelli che parlano in quel modo debole e sofferto, con la voce chiusa come se avessero un’ostruzione, quelli che hanno il mal di gola, per intenderci, sono afoni.

ATONO = aggettivo Senza accento.
Da non confondersi con Afono, indica uno che parla regolarmente, senza impedimenti, ma con una voce piatta. Tipo il professore che fa l’appello in classe, è atono nel fare la lista dei nomi, in quando non esclama, non esulta, non ha inflessioni particolari.

ACQUIESCIENTE = aggettivo Che si quieta facilmente, docile, debole, arrendevole, accontentabile.
Un tipo buono buono, che basta che gli dici una parola e si calma, fa quello che gli dici senza arrabbiarsi o darti contro. Il bambino che non fa mai capricci, che tutti vorrebbero avere, insomma.

AGONE = nome Gara, lotta per conquistare qualcosa, combattimento. Luogo dove si svolgono le gare.
E’ una voce letteraria. Ti sfido! Scenderemo nell’agone e poi vedremo, tra me e te, chi è più bravo a giocare alla play-station!

ANNOSO = aggettivo Vecchio, che ha molti anni, antico.
Si usa molto spesso per indicare un problema annoso, vale a dire un problema che da anni e anni seguita a esistere e non è stato mai risolto.

ABERRANTE = aggettivo Che si allontana dal giusto, che devia rispetto a una consuetudine, dalla verità o dal giusto.
E’ aberrante ciò che si discosta dall’abitudine, o dalla norma. Il brutto anatroccolo era aberrante rispetto agli altri in quanto strano, abnorme. Può essere aberrante un’idea quando è diversa da quelle comuni, o un comportamento, se un tipo vuole andare contro le mode e le regole, magari vestendosi in modo strano.

ALTERCO = nome Violento scambio di parole, ingiurie. Litigio.
Due che si mettono a urlare in mezzo alla strada e si insultano fin quasi a venire alle mani per un tamponamento, stanno avendo un alterco.

AZZIMATO = aggettivo Vestito con molta ricercatezza.
Guardate, guardate quel tipo, con le scarpe lucide, la cinta firmata, la camicia celestina e il completo in tinta, con quei capelli precisi precisi, la cravatta tutta stirata, com’è azzimato!

ABBRANCARE = verbo Afferrare, stringere con forza. Appigliarsi con forza.
Al supermercato, quel bambino che voleva a tutti i costi una macchinina, è rimasto piagnucolante abbrancato alla gamba della mamma fino a che lei non ha ceduto e gliel’ha comprata.

ARRIVISTA = aggettivo Che ha smania di raggiungere un’elevata condizione sociale o lavorativa a tutti i costi.
Quanti ne avrete visti di colleghi arrivisti, disposti a tutto pur di far presto carriera: quello che arrivano per primi e vanno via per ultimi, che non perdono occasione di mettere gli altri in cattiva luce, che cercano di farsi belli agli occhi del capo non vedendo l’ora di prendere il grado superiore. Si sarebbero divertiti di più andandosi a fare qualche giro in bicicletta.

APPANNAGGIO = nome Prerogativa.
La violenza fisica è appannaggio delle persone grette poiché non vogliono ragionare a parole.

ALTERIGIA = nome Presunzione di sé, orgogliosamente ostentata.
Quelle signore tutte imbellettate che guardano tutti dall’alto in basso perché sono ricche e belle, mentre gli altri sono pezzenti. Il direttore che si crede un dio solo perché ha delle persone sotto di lui, o chi non ha ne arte né parte ma si sente comunque il migliore, allora soffre di alterigia. Chi ha troppa alterigia diviene antipatico, non è una bella cosa.

ANTRO = nome Abitazione misera e tetra. Cavità profonda e oscura nel fianco d’un monte o d’una roccia; grotta, caverna.
Una caverna vera e propria è un antro. Ma anche la casa di un poveretto, un monolocale con le pareti ingiallite, pochi finestre, un fornello da campo per cucina e un salotto che fa anche da letto.

AVVITICCHIARE = verbo Cingere intorno con movimento avvolgente.
Due innamorati se ne stanno sempre avviticchiati l’uno con l’altro.

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B

BOLSO = aggettivo Di persona che respira a fatica, affannosamente, di aspetto fiacco e malato.
Un malaticcio che tossicchia, reggendosi precariamente sui gomiti, uno raffreddato che si soffia il naso di continuo; insomma uno messo non proprio bene, meglio non stargli troppo vicino.

BIVACCO = nome Sosta all’aperto o in ripari imrovvisati.
Che bello, starsene tutti su un prato, o anche in spiaggia, a fare un bel pic nic, con tovaglie, coperte… Che bello bivaccare!

BIECO = aggettivo Storto, obliquo per odio o rabbia. Minaccioso, sinistro.
In dialetto dalle mie parti dicono “guardare brutto” o “guardare storto”; in realtà di potrebbe dire “guardare bieco”. Uno che vi guarda bieco, vi fa capire che ce l’ha con voi, ma non si capisce bene il motivo, non fa prevedere niente di buono, meglio se non approfondite e gli state alla larga.

BRAGO o BRACO = nome Malta, melma, fanghiglia sporca.
Se vi capita di finire in un brago, peggio per voi, vi occorrerà una bella ripulita.

BILIOSO = aggettivo Iracondo, irascibile, stizzoso, collerico.
E’ uno col fegato pieno di bile, che basta che lo saluti e lui inizia a urlare e a mandarti al diavolo.

BORIOSO = aggettivo Spocchioso, vanaglorioso, millantatore. Un vanitoso che ostenta sè e i propri meriti.
Un borioso è uno che è bravo solo lui, è bello solo lui, perchè lui lì, lui là… Che si vanta che ha comprato la macchina grossa, che lui c’ha i soldi, che lui ha la casa più bella di tutti.

BUCOLICO = aggettivo Di tono o ambiente campagnolo o boschereccio. Idillico.
Tipo una poesia o un ambiente incantato così bello, intimo, che ispira serenità, cordialità. Che fa stare bene. Può essere bucolico un boschetto di campagna con un lago, gli uccellini… che bello! Ma anche un testo letterario ispirato a una vita equilibrata, tranquilla, cordiale. Più o meno tutto ciò che non potrà mai divenire realtà, purtroppo.

BEGA = nome Litigio per motivi futili. Oppure questione intricata fastidiosa e difficile a risolversi.
E’ come il termine briga. Attaccar bega, attaccar lite. Si può anche prendere una brutta bega nel senso che ci si è presi un brutto impiccio.

BALUGINARE = verbo Apparire e sparire rapidamente di cosa o persona. Presentarsi alla mente in modo rapido e confuso.
Come una fiammella che si vede e non si vede, un faro lontano, che si accende e si spegne, beh quella è una luce che balugina. Oppure un pensiero che vi torna in mente ma non è chiaro, è tutto mescolato ad altre immagini, suoni; si tratta di un pensiero che vi è baluginato in mente.

BELLUINO = aggettivo Perinente alla belva. Feroce, selvaggio, brutale.
Vuol dire bestiale, animalesco.

BRUMOSO = aggettivo Scuro, offuscato, per via della foschia o nebbia.
La mattina presto, quando è tutto bianco di nebbia e non si vede bene, il paesaggio è brumoso.

BATTIGIA o BATTIMA = nome Parte della spiaggia battuta dalle onde.
E’ come dire, un po’ impropriamente, bagnasciuga.

BAGORDO = nome Stravizio, baldoria.
Ci si dà ai bagordi quando si mangia, si beve fino a ubriacarsi, ci si diverte senza regole e senza limiti. Si fa bordello.

BERCIARE = verbo Gridare in modo sguaiato.
Uno che urla come un pazzo, che sbraita, strepita senza ritegno.

BONOMIA = nome Mitezza d’animo, semplicità, bonarietà, a volte eccessiva.
Quanta bonomia c’è in quella vecchina che sorride sempre, non alza mai la voce, si scusa di continuo per ogni cosa che fa…

BENGODI = nome Nome immaginario di delizia e abbondanza.
Immaginate la Bengodi come il paese dei balocchi, dove tutto va bene, non si lavora, dagli alberi nascono soldi e dalle fontane sgorga champagne.

BLANDIRE = verbo Lusingare, allettare con parole dolci, assecondare un sentimento. Mitigare, alleviare,lenire.
E’ un po’ come dire “carezzare”, nelle sue varie forme Si può blandire il nostro capo per ruffianarci, oppure blandire le sofferenze di una persona per farla stere meglio. Ad esempio la ragazzina che va dal padre e gli dice “paparino, come ti voglio bene, come sei caro… ti dispiacerebbe se questa sera andassi a ballare con la mia amica Laura?” quella ragazza sta blandendo il padre.

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 C

 COOPTARE = verbo Aggregare qualcuno ad un gruppo o organizzazione.
Se avete bisogno che il vostro gruppo di amici diventi più forte e vi manca qualcuno che sia grosso, in grado di mettere paura a tutti gli avversari, fate una riunione e decidete di andare da Giannone a chiedergli se vuole essere dei vostri. Dovete cooptare Giannone.

CONCITATO = aggettivo Caratterizzato da agitazione, nervosismo, turbamento più o meno visibile. Impetuoso, incalzante.
Uno che segue una partita alla TV in modo concitato direbbe: “Eccolo, segna, segna! Sta per segnare! Ma dai, ha fatto palo!”.

CONGETTURA = nome Ipotesi, supposizione, non supportata sufficientemente da prove.
Se trovate la ma cchina rigata e, in cuor vostro, date la colpa al vicino di casa, state facendo una congettura, perché non è detto che sia stato lui, magari la colpa è di un teppista di passaggio.

CONGESTIONE = nome Intasamento, moviumento enomrme di veicoli.
Quando l’autostrada è bloccata per il ponte delle vacanze, il traffico è congestionato.

COMPASSATO = aggettivo Molto misurato nei movimenti, Equilibrato nelle manifestazioni.
Il tipo che non si scompone, che cammina con le spalle tese, tipo un robot; il lord inglese preciso, con i capelli imbrilantinati che fa l’inchino con la schiena rigida come una tavola. Sono due tipi compassati.

CONVENEVOLE = nome o aggettivo Frase o comportamento adeguato alla situazione, appropriato alla circostanza.
Quando andate a trovare i parenti e, prima di tutto, date la mano, il bacetto, il saluto, come state?, tutto bene?… state scambiando i convenevoli.

CONNIVENTE = aggettivo Colui che, tacitamente, consente allo svolgersi di una brutta azione, di un delitto o una frode.
Se ad esempio nel vostro comune stanno costruendo una discarica abusiva, la ditta sta compiendo un reato, il direttore dei lavori pure, l’ufficio tecnico appoggia, ecc… Il sindaco, che sotto sotto sapeva tutto, è connivente.

CRINALE = nome La linea superiore di una o più montagne.
Questa credo si capisca da sé.

COERCITIVO = aggettivo Gravemente limitativo dell’altrui volontà o possibilità di azione.
Se qualcuno ci obbliga di fare qualcosa, magari sotto minaccia, sta compiendo un’azione coercitiva. Se il nostro capo ci dice “o fai due ore di straordianrio al giorno o ti licenzio” sta facendo coercizione nei nostri confronti.

CICUTA = nome Pianta da cui si ricava l’omonimo veleno.
Socrate, il famoso filosofo greco, ha reso famosa questa pianta (o questo veleno) perché, bevendola spontaneamente, accettò la condanna a morte inflittagli dal processo, rifiutandosi peraltro di approfittare della possibilità di evadere.

CAPZIOSO = aggettivo Insidioso, falso, che può trarre in inganno.
Si dice di un ragionamento fatto da qualcuno che, con frasi azzeccate e ragionate, vuole convincervi che ha ragione lui. Ma sarà vero che ha proprio ragione? Forse è uno che vuole farvi fessi, state attenti e ragionate con la vostra testa. Il classico politico che fa il suo bel discorso per farsi votare è (di norma) capzioso.

CONTRITO = aggettivo Pentito profondamente di una colpa commessa.Facile.

CONSUNTO = aggettivo Logoro, liso, consumato.
Se hai gli stessi jeans da tre anni, se li hai portati tutti i giorni, magari sedendoti spesso sulle gradinate di cemento, saranno certamente diventati consunti.

CONATO = nome Tentativo, impulso.
Se siete deboli di stomaco e vedete un film horror, magari sentite quelle strette improvvise… non scendo in dettagli. Sono conati.

CALDEGGIARE = verbo Raccomandare con calore una proposta, appoggiare sostenere.
Mettiamo caso che alcuni vostri amici vogliono andare a ballare al Cocoricò, mentre Simone alla Baia Imperiale. Se anche voi preferite la Baia Imperiale iniziate subito ad appoggiare il vosro amico “Ma sì, sì, è meglio la Baia, Simone ha ragione!” State caldeggiando la proposta di Simone.

COMMIATO = nome Permesso di allontanarsi, partenza, separazione, congedo.
Quando vostro padre vi sta rimproverando, avete un enorme desiderio di prendere commiato da lui per andarvene in camera vostra. Chiaro?

 CATERVA = nome Moltitudine di persone, animali o cose. Quantità disordinata di cose.
Quando di cose se ne ammucchiano un sacco, così tante che non riesci più a fare il conto, di queste cose ce n’è una caterva. Al concerto di Ligabue c’era una caterva di gente.

 CAPESTRO = nome Grossa corda per animali. Cordone dei frati.
Immaginate un toro feroce il quale è comunque sotto il vostro controllo perché ha un cordone legato al collo, un capestro per l’appunto. In senso figurato il capestro è indice di sottomissione, per cui chi è al potere mette il capestro a chi lo subisce. Molti mariti debbono sottostare al capestro della moglie, quando questa è troppo dispotica (il che accade spesso).

 CALEIDOSCOPIO = nome Apposito apparecchio fatto con due o più specchietti disposti ad angolo entro a un tubo, dove si trovano alla rinfusa piccoli oggetti colorati: le riflessioni multiple formano immagini spesso simmetriche che mutano in modo imprevedibile e variabilissimo a ogni movimento. Successione o spettacolare susseguirsi di luci, colori, immagini, figure.
Immaginate un tubo in cui potete guardare all’interno per vedere uno spettacolo di immagini colorate che cambiano di continuo. In senso figurato si può parlare di un paesaggio caleidoscopico, quando mostra una seria variegata di scorci, una festa in maschera con innumerevoli costumi variopinti. Le luci della discoteca sono caleidoscopiche.

 CAPITOLARE = verbo Arrendersi al nemico secondo condizioni. Arrendersi, cedere.
Prima che sia troppo tardi è meglio capitolare, altrimenti il nostro nemico finirà con lo sconfiggerci senza darci modo di contrattare niente. Significa dunque venire a patti col nemico, patteggiare la sconfitta. Oppure, semplicemente arrendersi, darsi per vinti.

 CLOACA = nome Grande fogna per raccogliere le acque di tutta la città. Luogo dove regna la corruzione e il vizio.
La cloaca è un cesso infinitamente grande, un bacino ricolmo di… insomma di cose disgustose. Non auguro a nessuno di finire in una cloaca, sarebbe davvero riprovevole per chiunque. Ma talvolta, negli ambienti più puliti, dove si muovono signori distinti, in giacca e cravatta, può nascondere imondizia assai più schifosa, come quella delle tangenti, degli accordi sottobanco, delle ingiustizie ai danni di ignari poveracci, insomma una cloaca peggiore di quella descritta prima.

 CARACOLLARE = verbo Volteggiare col cavallo a destra e sinistra. Trotterellare.
Quei fantini, agili e flessuosi caracollano con il loro destriero per tutta la pista. Il mio amico, dopo aver ricevuto l’sms in cui lo hanno informato che è stato promosso, nonostante quel quattro in matematica, si è messo a caracollare per la piazzetta dalla contentezza.

 COMPULSARE = verbo Leggere, consultare libri, documenti, a scopo di studio.
Avete presente Gandalf il grigio quando, nel primo episodio del Signore degli Anelli, si è recato in quella vecchia bibblioteca per ricercare la storia dimenticata dell’anello? Gandalf, mentre sfogliava tutte quelle vecchie pergamene, voltava libri su libri, stava compulsando tutto quel materiale.

 CORAMELLA = nome Striscia di cuoio usata dai barbieri per affilare i rasoi.
Me lo raccontava mio padre di questa striscia di cuoio, ma stiamo parlando di quando i rasoi avevano una lama fissa, roba d’altri tempi.

 CORIACEO = aggettivo Che ha natura, aspetto o consistenza del cuoio. Persona priva di sensibilità.
I cattivi nelle storie, quelli che non piangono mai, che non si commuovono di fronte a niente, sono proprio dei tipi coriacei.

CLAQUE = nome Gruppo di persone appositamente reclutate per applaudire (o fischiare) in teatro. Gruppo di seguaci che segue un politico nel corso delle sue apparizioni pubbliche.
Si pronuncia “klak” e significa dunque un insieme di tipi che applaudono perché sono stati pagati per questo o perché hanno interesse nel sostenere a tutti i costi una certo personaggio. In ogni caso i loro applausi sono falsi.

 CHIOSARE = verbo Commentare, spiegare. Interpretare o esporre un testo con chiose. Postillare.
La chiosa è una sorta di nota, annotazione, che può essere aggiunta in un testo o in un discorso; una sorta di parentesi in cui viene fatto il punto (o spiegato) su un dato argomento. Colui che chiosa è dunque colui che, nel corso di un ragionamento, si sofferma a dare questo chiarimento, più o meno richiesto. “Ebbene, se mi è consentito apporre una breve chiosa, vi spiegherò come mai…”

 CONCIONARE = verbo Tenere un concione (discorso solenne). Fare discorsi ampollosi e retorici.
Talvolta alcuni politici, o magistrati, amano tenere dei gran concioni, vale a dire che si mettono a dissertare, a discutere si un qualcosa, ma lo fanno dilungandosi, facendo citazioni coltissime, con giri di parole e lunghe parentesi. Sono persone che amano concionare.

 CINCISCHIARE = verbo Perdere tempo senza concludere nulla.
Quando non hai voglia di fare i compiti, ti metti a cincischiare, e quindi apri il quaderno, lo richiudi, fai uno scarabocchio sul diario, prendi il libro ma non lo apri. Invece di cincischiare inutilmente, sarebbe meglio fare subito i compiti e liberarsi dall’impegno una volta per tutte.

 CARIATIDE = nome Statua di donna usata come elemento architettonico portante per sostenere mensole e balconi. Persona che sta immobile e in silenzio. Persona vecchia e brutta.
Vi sono molti palazzi antichi i quali, sotto i balconi, hanno delle belle cariatidi. Ma una cariatide può anche essere un tipo completamente estraniato dalla realtà, “insensito” come dicono dalle mie parti, che gli passi le dita della mano davanti agli occhi e lui non reagisce. Infine quando una persona è così vecchia (magari anche in termini di idee o di simbolo che rappresenta) da essere da tempo superata è una cariatide, come anche un matusalemme vecchissimo e bruttissimo.

 CONTRISTARE = verbo Rendere triste. Affliggere.
Andrea, portando a casa il diario contenente una brutta nota della maestra, è stato in grado di contristare la sua povera mamma.

 COMBUTTA = nome Gruppo di persone avente gli stessi scopi, specie equivoci e illeciti.
Moreno, Marco e Giacomo, tre hacker molto in gamba, si sono messi in combutta nel tentativo di andare a modificare i propri voti sul sito internet della scuola.

 CEREO = aggettivo Di cera. Pallido come la cera.
La mamma di Giovannino si accorse che era malato dal suo viso cereo.

 CERULEO = aggettivo Di colore azzurro chiaro, celeste.
Da non confondersi con CEREO, vuol dire appunto azzurro chiaro. Luisa è bella perché ha due splendidi occhi cerulei.

 CURIALESCO = aggettivo Cavilloso, pedante.
Riferito in genere a un modo di scrivere o di parlare, indica uno stile molto elevato, con parole complicate, termini specifici, tipo quello degli avvocati. Gli avocati, i notai o i magistrati hanno sempre il lavoro assicurato poiché, con quello stile così curialesco con cui compongono le loro lettere, possono capirsi solo tra di loro e tu, che vorresti fare da solo, sei comunque costretto a rivolgerti a un professionista per non rimanere fregato.

 CLANGORE = nome Strepido, suono squillante.
Immaginate mezzogiorno, quando suonano le campane del duomo, in piazza, quando clangore fanno! Abbassa lo stereo, tutto quel clangore mi infastidisce!

 CAMUSO = aggettivo Di naso schiacciato, o persona che ha il naso schiacciato.
Se dunque Roberto ha un naso molto schiacciato, si può dire in due modi: Roberto ha un naso camuso, oppure Roberto è un tipo camuso.

 CAMPEGGIARE = verbo Risaltare su uno sfondo. Spiccare.
Di notte, lungo le strade di periferia, le insegne accese dei distributori di benzina, campeggiano nel buio.

 CONGESTO = aggettivo Affollato, ammucchiato, carico. Rossore caratterizzato da una congestione.
Le strade del centro, nell’ora di punta, sono congeste (o anche congestionate), nel senso che le macchine non riescono a passare per quando sono fitte. In medicina, quando un organo, o il viso stesso, risulta arrossato per via di un grande afflusso di sangue, allora si può dire che quella parte è congesta.

 COSTRUTTO = nome Risultato positivo, effetto utile, vantaggio utile.
L’espressione più usata è “senza costrutto”. Ad esempio, se un gruppo di persone si riunisce per prendere una decisione, parlano per ore e alla fine non riescono a mettersi d’accordo, hanno parlato senza costrutto. Se Luigino ha studiato con la TV accesa e poi all’interrogazione non ha saputo rispondere a una sola domanda, ha studiato senza costrutto.

 COSTIPARE = verbo Compattare, addensare, ammassare.
Quando si eseguono degli scavi con la ruspa, di solito, dopo aver riempito nuovamente la buca, si fa una costipazione, cioè la terra che viene riportata, si pressa in modo che poi non si affondi. Ma anche una stanza può essere costipata di persone, se è stracolma di gente.

 CONURBAZIONE = nome Processo di formazione di una città per collegamento di centri urbani minori attorno ad un nucleo maggiore che funge da polo.
Immaginate Milano, o Roma. Ormai quelli che una volta erano delle piccole frazioni a sé stanti, sono divenute a tutti gli effetti parte della città.

 COMMISTIONE = nome Mescolanza, miscela, miscuglio. Ibrido. Aggiunta di un ingrediente all’impasto.
Se mettiamo insieme una classe dove, oltre ai classici italiani, ci sono marocchini, albanesi, tunisini e vietnamiti, come spesso accade oggigiorno, la classe è una commistione di razze diverse. Se la mamma aggiunge una fialetta di aroma alla vaniglia mentre prepara l’impasto del dolce, allora fa una commisione.

 CHINCAGLIA = nome Ninnolo, oggetto d’ornamento, per lo più di qualità scadente, o scarso valore.
Quante volte in casa, sulle mensole o sui mobili, vi ritrovate pupazzetti, bomboniere, vasetti e soprammobili presi a buon mercato? Sono tutte chincaglie.

 CONIGLIERE = nome Complesso di gabbie disposte in uno o più piani per allevare conigli.
Non credo che i poveri conigli si sentano proprio a loro agio in una conigliera; lo spazio è stretto e affollato.

CATARSI = nome Rito di purificazione per mondare corpo e anima. Redenzione, purificazione. In psicoanalisi, processo di liberazione della mente da traumi o angosce del subconscio.
Mi vengono in mente quei santoni con le candele, che recitano strane preghiere con le mani giunte che si muovono dall’alto in basso. Compiono un rito di catarsi. Chi va dallo psicologo o dallo psichiatra, paga dei gran soldi con la speranza di una bella catarsi.

 CACHETTICO = aggettivo Di persona o cosa miserevolmente deperita o degradata.
La cachessia è un estremo deperimento organico dovuto a gravi malattie, per cui una persona estremamente emaciata, pallida, smunta, rinsecchita, può essere definita cachettica. In senso figurato, anche un’abitazione che cade a pezzi, un parco con l’erba bruciata, con grandi buche e i giochi divelti possono anch’essi essere definiti cachettici.

CONGERIE = nome Ammasso confuso, accozzaglia, farragine.
Ogni volta che vedete un insieme di cose ammassate, disordinatamente, in gran confusione, vi trovate di fronte a una congerie di roba. Si può parlare di congerie di idee, quando una persona ha la mente ingarbugliate da tanti pensie diriversi.

CIARPAME = nome Congerie di roba vecchia e di nessun pregio.
Il rigattiere è colui che svuota le vecchie case, le soffitte per rivendere gli oggetti che hanno ancora del valore; tutto il resto è solo ciarpame da buttar via.

COFFA = nome Piattaforma solidale al colombiere degli alberi nei velieri a vele quadre. Sulle moderne navi militari, analoga piattaforma, destinata alle vedette e alla direzione del tiro.
Se avete visto almeno un film di pirati (o simile) in cui la vedetta si mette a urlare “terra in vista”, sappiate che la vedetta sta in piedi sulla coffa.

CIVETTUOLO = aggettivo Accattivante, piacevole, provocante.
La ragazza procace che vi si avvicina, vi strizza l’occhio, mettendo in mostra le sue belle forme, magari per vendervi qualcosa, ha un atteggiamento civettuolo.

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 D

 DISSERTARE = verbo Portare avanti un discorso o ragionamento con attenzione e competenza.
La vostra amica, esperta di gossip, inizia a dissertare: “Perché l’anno scorso il Grande Fratello l’ha vinto Roberto, sapete, quel ragazzo moro, bello alto. All’inizio dicevano che sarebbe staato sfavorito per via di quel neo che ha sulla guancia, ma alla fine gli ha portato fortuna…”.

DISSIMULARE = verbo Nascondere, far apparire diverso da quello che è.
Se la vostra ragazza per regalo di San Valentino vi ha regalato un gingillo all’ultima moda che vi fa veramente ma veramente schifo, voi (se siete educati) cercherete di dissimulare la vostra rabbia e la vostra delusione.

DILAZIONE = nome Rinvio, proroga.
Se la vostra insegnante chiede “vi sono volontari?” poi guarda te in particolare e ti dice “Robertino, vuoi venire tu?”. Allora, siccome non hai studiato niente, preferiresti una dilazione, magari di una settimana.

DEFILARE = verbo Nascondersi o appartarsi per sfuggire a una situazione imbarazzante; sottrarsi a un impegno gravoso.
L’insegnante alla fine ha deciso di interrogare Paolo e lui, defilando, ha chiesto di poter prima andare un attimo al bagno. Paolo non tornò più a scuola.

DINOCCOLATO = aggettivo Di persona dall’andatura cascante nei movimenti sciolti, slegati. Anche pigro, lento e fannullone.
Immaginate uno che cammina come se fosse tutto molleggiato, con le ginocchia di gomma e la testa e la schiena che oscillano da una parte all’altra. Vi sembra uno che abbia una gran voglia di lavorare? Che tipo dinoccolato!

DEFENESTRARE = verbo Deporre, destituire, allontanare bruscamente qualcuno da una posto di comando o responsabilità. Letteralmente buttare giù dalla finestra.
Sappiate che a Praga lo hanno fatto: sono saliti fin dentro il palazzo, hanno preso due governanti imperiali e li hanno buttati dalla finestra, forse non erano proprio amati dalla gente. Chissà se anche in Italia c’è qualcuno da defenestrare… (solo in senso teorico, ovviamente, o no?).

DELATORE = nome Spia, qualcuno che per servilismo, vendetta o dietro compenso economico, denuncia qualcun alro all’autorità.
Il delatore è il vicino di casa che va al Comune a dire che avete costruito un pollaio abusivo. Che bastardo!

DIPANARE = verbo Chiarire, districare, svolgere una matassa.
Se il gatto ha giocato con il gomitolo della nonna e l’ha intrecciato a dovere, finendo egli stesso intrappolato tra i fili, allora sarà un bel lavoro dipanare il tutto. Se invece c’è un problema difficilissimo da risolvere, occorre un esperto in grado di venirne a capo, uno che sappia dipanare la matassa.

DOVIZIA = nome Grande abbondanza, ricchezza.
Il compagno di classe che sa sempre tutto, il secchione, possiede una dovizia di informazioni da passarvi durante il compito in classe. Comunque imparate a studiare da soli che è assai meglio.

DERRATA = nome Prodotto della terra, specie per uso alimentare. Merce, mercanzia, genere di consumo.
Mele, patate, ortaggi, sono tutte derrate. La merce di consumo che viene trasportata su camion, treni, navi costituisce l’insieme delle derrate alimentari.

DILAVATO = aggettivo Smorto, sbiadito, scialbo, inespressivo, senza colore.
Se vedete un amico dopo un mese e vi accorgete che è pallido come un morto, come se la sua faccia fosse stata lavata con la candeggina, allora potrete dirgli: “che aspetto dilavato che hai!”. Se i vostri jeans da blu sono diventati celestino chiaro a forza di lavarli, sono dilavati.

DETRATTORE = nome Chi calunnia, chi diffama qualcun altro parlandone male.
Quando la vostra amica vipera che ha sempre da parlar male delle assenti dice: “Ma lo sapete che Marina non è vero che è stata lei a scaricare Roberto? E’ lui che l’ha lasciata perché andava pure con Alessio….”. Vi state trovando di fronte alla detrattrice di Marina.

DIFILATO = agggettivo usato come avverbio Dritto dtìritto, velocemente e per la via più breve.
Se siete a spasso per il corso e improvvisamente vi ricordate di aver lasciato la connessione internet (a consumo) attiva, correte difilato a casa per staccare il modem, se invece paga ancora quel poveretto di vostro padre, immagino che ve la prendiate con più calma.

DIVELLERE = verbo Strappare con forza, estirpare, staccare. Asportare, scardinare.
Se un bullo teppista si mette a rovesciare le panchine del parco, sradicandole per mettele sotto sopra, sta svolgendo l’azione di divellere le panchine. Alla fine le panchine restano divelte.

DEFERENTE = aggettivo Che si conforma all’altrui volontà, per ossequio, rispetto, stima o riguardo.
Il ragionier Ugo Fantozzi è l’esempio vivente della deferenza. Inizia a essere vecchio come esempio?

DEPRECARE = verbo Pregare contro un male. Disapprovare, biasimare, condannare.
Tutti noi deprechiamo la crisi e la disoccupazione, nel senso che preghiamo e speriamo che tali disgrazie non accadano o finiscano al più presto. Oppure, se ascoltare il radiogiornale e sentite “donna violentata nel parco” vi arrabbiate e dite “quei farabutti! In galera! In galera!” è perché (giustamente) deprecate la violenza sulle donne.

DISCENTE = nome Colui che impara. Discepolo, scolaro. E’ il contrario di docente.
Quando ascoltare il professore che spiega, siete suoi discenti. Ma ascoltatelo, non fate finta!

DISCETTARE = verbo Discutere, trattare a lungo su un argomento.
Oggi giorno molti esperti e studiosi discettano sulla reale esistenza degli alieni e sulla fine del mondo del 2012. Nel senso che discutono di continuo, fanno trasmissioni e speciali…

DISDEGNO = nome Sdegno, disprezzo, riprovazione. Atteggiamento di ostile noncuranza.
Quando una cosa proprio non la mandate giù, allora provate disdegno. Oppure, quando volete essere superiori a qualcuno o qualcosa lo trattate con disdegno, gli passate vicino arricciando il naso e non lo guardate neanche.

DAPPOCO, DAPPOCAGGINE = aggettivo, nome Di chi ha scarsa intelligenza, scarso valore. Poco di buono.
Di persone dappoco, oggi giorno ce ne sono sempre più, basti pensare ai partecipanti di molti reality show, o talk show, sono tutte persone dappoco, sono caratterizzati da dappocaggine. Infatti, non hanno nessuna qualità intellettiva, sono rozzi, non hanno cultura, non valgono un ben niente, sono gente dappoco.

 DARDEGGIARE = verbo Colpire con dardi. Lanciare dardi. Lanciare occhiate intense.
Benché dardeggiare significhi lanciare frecce (chiamate appunto dardi), da cui Robin Hood dardeggia con il suo arco, l’uso più comune è quello di lanciare sguardi, occhiate intense. Uno che vi fulmina con lo sguardo, che sembra che voglia bruciarvi con raggi laser, vi sta dardeggiando.

DESTITUIRE = verbo Rimuovere da un ufficio. Privare.
Se il sindaco si accorge che un consigliere comunale ruba i soldi, decide di destituirlo, cioè lo rimuove dall’incarico. Oppure, in senso poetico, privare di qualcosa. Sono stato destituito del tuo amore.

DIGRADARE = verbo Scendere a poco a poco, di un grado superiore a uno inferiore. Essere in declivio. Diminuire di intensità, di importanza.
Quando viene la sera, la luce digrada a poco a poco fino a spegnersi. Se una strada ha una certa pendenza, magari non troppo ripida, scende dolcemente, quindi digrada. Oppure può digradare un’emozione, quando in noi si spegne poco alla volta.

DISCINTO = aggettivo Vestito in modo succinto e scomposto.
Quando un uomo ha i vestiti tutti scomposti, con la camicia sbottonata fuori dai pantaloni, le scarpe sciolte, la zip e il bottone aperti, possiamo dire, senza paura di essere contraddetti, che quel tipo è assai discinto.

DEDALO = nome Labirinto, intrico di vie e passaggi.
Se vi capita di andare in una grande città, come Roma, con la macchina, tentando di raggiungere il centro storico, vi accorgerete di che dedalo si tratti. Prendete la metro.

DELIQUIO = nome Svenimento.
Una donna che sviene per la grande emozione cade in deliquio.

DICOTOMIA = nome Divisione in due parti. Dividere un concetto in due concetti contrari tra loro.
La dicotomia può essere vista come una scissione, biforcazione. Sia in senso pratico, ovvero prendo una mela, la divido in due metà esatte, ho realizzato la dicotomia della mela, oppure in senso astratto. Se faccio un discorso, posso trovare un ragionamento in grado di dividere in due concetti contrari quello che voglio dimostrare, faccio dunque una biforcazione.

DIVISARE = verbo Proporsi, stabilire, decidere.
Quando si prende una decisione, o ci si pone un proposito, si divisa. Stamattina divisai di venire a scuola a piedi.

DISTICO = nome Nel linguaggio giornalistico, breve presentazione di un autore o di un articolo, posta all’inizio del brano con carattere di corpo più piccolo e con giustezza minore.
Immaginate uno di quegli articoletti di pochissime righe che fanno da premessa o da spiegazione a un articolo di un giornale o di una rivista. E’ un distico.

DEDIZIONE = nome Totale e costante offerta di sé per un fine.
Chi ha dedizione per la musica dedica tutta la sua vita, le sue forze e il suo tempo per imparare a suonare, per esercitarsi e per tentare di fare della musica il proprio mestiere. E’ difficile avere dedizione.

DOZZINA = nome Alloggio e vitto pattuito a pagamento presso una famiglia privata.
Se non avete intenzione di alloggiare in un costoso albergo, e una pensione vi sembra poco elegante, potete decidere di alloggiare a dozzina presso una famiglia a cui avanza una stanza.

DEGNAZIONE = nome Atteggiamento o comportamento di condiscendenza o di benevolenza (spontanea o ostentata) nei confronti di inferiori.
Quella faccina tristemente sorridente che il vostro capo vi porge mentre voi state lì a soffrire, adducendo le vostre giustificazioni “ma sa, non è stata colpa mia, non l’ho fatto a posta”; il capo vi guarda con quella falsa benevolenza,e poi, dopo un po’ vi lascia andar via, con la raccomandazione di non farlo mai più.

DIRIMERE = verbo Risolvere, troncare, per lo più con decisione autorevole.
Se i fratellini non riescono a mettersi d’accordo riguardo a chi deve spettare il possesso del gioco, dopo vari piagnistei, arriva il padre e dirime la questione stabilendo che il gioco debba andare per dieci minuti a un figlio e dieci all’altro.

DRACONIANO = aggettivo Detto di ordine o provvedimento rigorosissimo e intransigente.
Se in Parlamento decidono che da domani l’IVA sarà aumentata al 50% sarà certo una decisione draconiana. Ma anche se la mamma dice al figlio “oggi pomeriggio non esci perché non hai fatto i compiti, zitto e basta” è un provvedimento draconiano.

DEPAUPERARE = verbo Rendere povero, impoverire. Indebolire, svigorire, debilitare.
Se tutti sprecano l’acqua in maniera incontrollata, le risorse idriche verranno inesorabilmente depauperate col rischio di risultare insufficienti in futuro. Tutti questi allenamenti intensivi in palestra mi stanno depauperando.

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E

 EDONISMO = nome Concezione secondo cui il piacere è l’unico bene più alto da raggiungere nella vita.
Chi pensa solo al piacere, al godimento esercita l’edonismo. Poi ognuno ha una sua concezione di godimento e piacere. Se per molti è un piacere farsi martellare gli orecchi con rumori più forti di quelli delle officine meccaniche fino alle cinque di mattina… facciano pure. Il mio sogno edonistico sarebbe quello di poter dormire tutte le notti. Punti di vista.

ESOSO = aggettivo Eccessivo, fuori misura. Odioso per l’eccessività della richiesta.
La benzina ha un prezzo esoso, ma con chi mi posso lamentare?

ENERGUMENO = nome Persona in preda all’ira, incontrollabile, irascibile forte e violento.
Vi auguro di non trovarvi mai di fronte a un vero energumeno. Immaginate l’incredibile Hulc senza la pelle verde, con meno muscoli ma comunque pericoloso, anche perché un energumeno non ragiona più.

EFELIDE = nome Macchia della pelle, lentiggini.
Vanessa Encontrada è ricca di efelidi, ma è proprio lì la sia bellezza.

ESECRARE = verbo Odiare, avere in orrore qualcuno, maledire, allontanare con ripugnanza.
Chi di voi non esecra la guerra? Nessuno, mi auguro.

ESPERANTO = nome Lingua universale artificiale molto semplice.
Dunque è una lingua studiata a tavolino dal medico polacco Zamenhof, una grande trovata. Qualcuno di voi saparlare in esperanto? Io no.

ETEREO = aggettivo Che è dell’etere, che si trova nell’etere. Celestiale, puro.
Può essere eterea una bellezza, per dire che è divina. Un’acqua per dire che è pura e limpida. Un concetto astratto che sfugge dalle cose terrene.

ELEGIACO = aggettivo Tristemente malinconico. Delicatamente triste. Relativo all’elegia.
Al di là delle forme e dei canoni poetici dell’elegia, si indica comunque un componimento triste, una confessione. Una che è appena stato scaricato dalla ragazza, può scegliere di scrivere una mail piena di insulti e frasi senza senso, oppure rifugiarsi nel conforto della poesia e comporre un moderato sfogo elegiaco.

EPOPEA = nome Ampia narrazione poetica di gesta e imprese eroiche di un personaggio o relative alla storia e tradizione di un popolo. Serie di imprese straordinarie degli di essere riporatte in un poema.
Tra qualche anno scriveranno l’epopea del popolo cinese, il quale, zitto zitto, sta riuscendo a conquistare tuttto il mondo. Si può parlare di epopea di grandi personaggi, come la storia di Ulisse, per esempio. Voi potreste scrivere l’epopea di quel vostro leggendario compagno di classe che, dopo tre anni, riesce ancora a non venire bocciato, pur senza aver mai studiato una sola pagina. Comunque quel vostro compagno non farà molta strada, non imitatelo.

EMPIO = aggettivo Spietato, crudele, malvagio. Che offende il sentimento religioso.
Solo una persona empia poteva accettare la proposta di mettere una bomba sull’autobus.

ESTEMPORANEO = aggettivo Improvviso, pensato e fatto al momento.
Quelli che improvvisano, gli attori di teatro, i jazzisti che suonano senza spartito, producendo le note che gli saltano in mente. Stanno compiendo gesti estemporanei.

EMPIRICO = aggettivo Ciò che si riferisce all’esperienza e non alla razionalità. Pratico e non scentifico.
Immaginate il contadino che ha sempre fatto le cose in un certo modo per esperienza, lui segue metodi empirici. Il giovane che si è appena laureato in scienze agrarie seguirà invece modelli sistematici, le leggi e iprincipi che ha studiato a scuola. Il più delle volte, un metodo empirico è considerato un po’ grossolano, per così dire… “fare le cose a braccio”.

ESPUNGERE = verbo Togliere parole e frasi da un testo, di un manoscritto, per migliorarlo.
Se vi capita di scrivere qualcosa, quando andare a rileggerlo e dite “questa parola la tolgo, questa frase non ci sta, la cancello” state espungendo quelle parole e quelle frasi.

EMACIATO = aggettivo Molto magro, smunto, scarno, sbiadito.
Uno che è diventato pelle e ossa, pallido, rinsecchito. Magari a seguito di una malattia o di particolari sofferenze. Povero lui…

ESTRINSECARE = verbo Manifestare, estendere, esternare.
Se vince la vostra squadra del cuore e vi mettere a urlare e correre per il corso con la bandiera, state estrinsecando la vostra gioia. Ma non fate danni nell’estrinsecare!

EDULCORARE = verbo Attenuare, rendere meno sgradevole, mitigare gli aspetti crudi o polemici di una notizia.
Come dire, uno che la verità ve la dice… ma non ve la dice tutta. Uno che vuole rendere il fatto meno grave di quello che è, magari alcuni particolari non li dice, così in fondo vi sembra un fatto quasi normale. Ci saranno casi di edulcorazione nella nostra informazione? Mah….

EPITETO = nome Titolo ingiurioso. Sostantivo, aggettivo o locuzione, che come apposizione o attributo determinano un nome, più a scopo esornativo che di effettiva definizione.
L’epiteto può essere un’offesa, un’insulto, e qui ogni parolaccia è buona. Ma può anche essere una parola o modo di dire, che si associa al nome di qualcuno per definirlo. Ad esempio, se il vostro amico Luigi è un mago per truccare i motorini, potreste chiamarlo Luigi il mago. Se un altro è fortissimo a braccio di ferro diventerà Roberto braccio-bionico. L’epiteto è dunque un qualcosa che abbellisce o esalta il nome di qualcuno, a volte più a volte meno utile.

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F

 FULVO = aggettivo Di colore fra il biondo e il rosso.
Riferito per lo più a peli o capelli, indica un colore più o meno arancione.

FATUO = aggettivo Di poca consistenza, frivolo, superficiale.
Molti programmi televisivi, in particolare i reality-show sono fatui, nel senso che non dicono niente di importante.

FERVIDO = aggettivo Molto produttivo, vivace, estroso, dotato di slancio e creatività.
L’uso più frequente è in riferimento ad una mente fervida. Chi ha la mente fervida è in grado di inventare cose nuove, storie, canzoni, ecc… Gli inventori o i ricercatori scientifici hanno una mente fervida, come anche gli scrittori, i cantautori…

FUNESTO = aggettivo Che arreca gravi danni materiali o meno. Doloroso. Di cattivo augurio.
L’uragano che devasta tutto è funesto, ha una forza funesta. Il terremoto è funesto. Anche una notizia può essere funesta quando è triste, perché annuncia una grave disgrazia. Speriamo di no. Se uno vuole gufarvi, cioè vuole portarvi sfiga, potrebbe rivolgervi una frase funesta.

FORRA = nome Gola stretta e rocciosa prodotta fra due pendii dall’erosione dell’acqua.
Una sorta di corridoio tra due rocce, magari lasciato da un torrente che vi scorreva un tempo.

FLESSUOSO = aggettivo Che si flette facilmente, pieghevole, docile. Delineato secondo un agile alternarsi di mobili curve.
Possono essere flessuosi i movimenti di alcuni tipi di danze, come la baciata, che va molto di moda. Oppure un classico esempio è il corpo flessuoso di una bella ragazza. Complimenti.

FORENSE = aggettivo Attinente all’attività giudiziaria.
Tutto ciò che riguarda il mondo della legge, in particolare nella sua applicazione, come i processi, le arringhe degli avvocati. Ad esempio un giudice parla in stile forense.

FACETO = aggettivo Piacevole, arguto, scherzoso.
Di solito è faceto qualcosa di divertente, una frase, una battuta. Ma non vuol dire che fa sbellicare dal ridere, ciò che è faceto fa sorridere e si fa apprezzare, il più delle volte perché è stato esposto con intelligenza. Talvolta sono facete alcune battute dei comici: quelle sottili, ben studiate e non volgari.

FILANTROPIA = nome Amore per gli altri e interesse perché si realizzi la loro felicità.
I filantropi sono quelli che si dedicano ad attività umanitarie, come i medici senza frontiere o le attività senza scopo di lucro, davvero delle gran brave persone. Ai filantropi va tutta la mia ammirazione e rispetto. Da non confondere con misantropia, vedi alla M.

FARRAGINOSO = aggettivo Disordinato, prolisso e confuso.
Quando un ragionamento diviene così complicato da farvi perdere il filo, quando una legge ha così tanti commi, controcommi, articoli che si contrddicono tra loro e va a incasinare ulteriormente il sistema, siamo di fronte a cose farraginose. Metodi o sistemi farraginosi sono tutti quelli che, per la loro complessità, non sono facili da applicare o da fruire. A volte l’eccessiva burocrazia, che per farti prendere dieci euro dallo Stato, te ne fa spendere tre in marche da bollo, quattro in fotocopie, undici in consulenze esterne, è di per sé farraginosa.

FORBITO = aggettivo Elegante, curato. Netto, pulito.
L’uso più frequente di questo termine è di certo la locuzione “parlare formito”. Chi parla in modo forbito è uno che lo fa in modo curato, elegante, usando sempre i termini giusti, evitando sgrdevoli cadenze dialettali o sgrammaticature. E’ un tipo che parla proprio preciso preciso, piacevole da ascoltare.

FERINO = aggettivo Di fiera. Selvaggio, crudele.
E’ lo stesso che belluino (vedi sopra). Comunque vuol dire sempre bestiale, animalesco. Aaahhhrrrrrr!!!!!

FALCIDIA = nome Strage, sterminio. Tara, detrazione, notevole riduzione.
Questa è proprio una brutta parola. Indica che un sacco di gente viene ammazzata. Ma per fortuna può anche indicare che da un totale (tipo le tasse che uno deve pagare sul 730) vengono detratte (e dunque tolte) alcune spese, tipo quelle mediche. La detrazione d’imposta è una una falcidia. Se invece un manager aziendale decide che è ora di tagliare il personale del 30% compierà anch’egli una grossa falcidia licenziando i dipendenti. Ma non pensate che questa parola derivi dalla falce che taglia l’erba, tut’altro, deriva dal nome di un tale tributo romano Publio Falcidio che aprovò una legge dell’epoca…. basta.

FLATULENZA = nome Eccessiva produzione di gas nello stomaco o intestino, con emissione per le vie naturali.
Nella mia rubrica ho anche appuntato un altro sinonimo, ma giudicandolo poco cortese, ho deciso di tralasciarlo. Ognuno faccia le proprie considerazioni. E comunque, chi nella vita non si è mai macchiato, almeno una volta, del reato di flatulenza? Dunque non giudicate.

FRUSTO = aggettivo Liso, consumato, consunto, logoro. Logorato dall’uso e non dall’origine.
Non fatemi riscrivere tutto, andatevi a vedere “consunto” che vuol dire la stessa cosa.

FIDENTE = aggettivo Fiducioso, speranzoso, sorretto dalla fede.
Non è uno che ha o aveva parenti a Cuba. E’ un ottimista, uno che ha fiducia in qualcuno, qualcosa o, semplicemente, in un futuro migliore.

FILIAZIONE = Derivazione, provenienza. Rapporto giuridico genitore - figlio.
Il cosiddetto rapporto filiare è appunto la relazione che lega padre e figlio, come dire che il figlio ha appunto un rapporto filiare con il padre. Ma può anche essere riferito a derivazioni tra un avvenimento e l’altro nella storia, correnti di pensiero o affini. Anche le cosiddette “filiari” di una grande azienza si rifanno a questo termine.

FLAUTATO = aggettivo Modulato come fa il flauto.
Si dice in particolare di una voce, voce flautata, il più delle volte femminile. Una ragazza che ha una voce dolce, armoniosa, che a sentirla ti incanta, ha appunto una voce flautata. Per i ragazzi: potete usare questo termine per far colpo su colei che vi piace, ditele “che bella voce flautata che hai”. Poi si può anche dire di una nota, di un suono, ma è meno frequente.

FERARE = aggettivo Che porta morte. Luttuoso. Di sinistro augurio.
Vedi “funesto” che vuol dire la stessa cosa.

FORIERO = aggettivo o nome Che precede o annuncia qualcosa o qualcuno. Precorritore, messaggero.
Se vedete delle nuvole nere, capite che sta per arrivare un temporale. Dunque le nuvole nere sono foriere di temporali. Oppure il foriero può essere una persona che anticipa, non so, un esercito, e anuncia agli altri che sta arrrivando la guerra; un vero e proprio messaggero in carne ed ossa. Ma oggi con i mezzi di comunicazione che ci sono, non credo vengano più mandati forieri, più veloce un’email.

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G

GREGARIO = nome o aggettivo Chiunque faccia parte di un gruppo organizzato, società, partito… senza avere compiti di responsabilità o incombenze decisionali.
Il gregario è un po’ come una pedina degli scacchi, il soldato semplice, quello che sta sotto ai capi. Ma non necessariamente sottomesso e schiavizzato, più che altro si vuole sottolineare che non ha potere nel prendere decisioni. E’ uno che alza le mani e dice “che volete da me? io sono solo un povero gregario, prendetevela con i miei capi.” E dunque il gregario è uno, o una figura, che non ha autonomia o iniziative. Solo un esecutore di ordini. Punto.

GANGLIO = nome Centro di importanza vitale per un sistema, o un’organizzazione.
Può essere un nodo stradale senza il quale non sarebbe possibile la comunicazione tra vie importanti. Il Grande Raccordo Anulare è il ganglio di Roma. Oppure la base di Houston è il ganglio della NASA per le operazioni spaziali poiché è lì che viene monitorato tutto.

GUISA = nome Maniera, modo, usanza.
Se vi capita di leggere “a guisa di…” significa “nel modo di…” o “come…”. Se dicessi. Il mio amico ha iniziato a ballare come un idiota. Potrei anche dire, ha iniziao a ballare a guisa di idiota.

GIOCOFORZA = nome Nella locuzione essere giocoforza, essere invevitabile.
Esempio. Se tocco il sedere a una ragazza è giocoforza che mi rifili una sberla. Ma oggi giorno funziona ancora così? Lo spero.

GESSOSO = aggettivo Simile al gesso. Di gesso. Ricco di gesso.
Ciò che è fatto di gesso o assomiglia al gesso può essere chiamato gessoso. Se un anziano di novan’anni ha una faccia bianca bianca, rugosa, o non so che, potrebbe anch’essa esssere descritta come gessosa.

GLISSARE = verbo Sorvolare su un argomento.
“Ci stai ancora con Marco?” chiede l’amica che si impiccia sempre. Tu, che ti sei appena lasciata, rispondi: “Meglio glissare su questo argomento.”

GLABRO = aggettivo Liscio, senza peluria.
Glabro vuol dire “pelato” se ci si riferisce a uno che non ha i capelli. Oppure, se ci si riferisce alla faccia di un ragazzino di dodici-tredici anni, vuol dire che non gli sono ancora cresciuti barba o baffi. Dunque, in generale, senza peli di sorta.

GHERMIRE = verbo Afferrare con gli artigli. Prendere all’improvviso, con violenza. Ottenere con forza e inganno.
Immaginate un falco che si aggrappa a un coniglio e se lo porta via, il falco ghermisce il coniglio. Il ladro ghermì i gioielli e scappò, vuol dire che se li è fregati, e anche di corsa.

GABELLARE = verbo Accettare per vero. Far passare per vero.
Se trovate al mare un venditore ambulante che vuole darvi un rolex da due soldi, voi rispondete: “questa sòla non la gabello”. Anche una qualunque falsità, inganno, o presa in giro può essere gabellata (da altri) oppure non gabellata (da voi). Nel senso: chi vi sta fregando vuole gabellare qualcosa; chi non vuole essere fregato non la gabella. Non avete ancora capito? Beh… arrangiatevi.

GAZZARRA = nome Baccano di gente allegra.
Fare gazzarra = fare casino, fare bordello, fare chiasso. Quindi non fate gazzarra!

GUITTO = aggettivo Che vive in modo misero e sudicio. Meschino.
Un uomo guitto è una sorta di pezzente, ma in senso spregiativo, cioè nel senso che per sopravvivere è disposto a qualunque bassezza. E’ uno senza dignità, lercio dentro e fuori. Che schifo d’uomo!

GLAUCO = aggettivo Di colore azzurro chiaro, tra il verde e celeste.
Se vedete qualcosa di quel colore, quella cosa è glauca.

GINEPRAIO = nome Faccenda intricata, di difficile soluzione.
Mettiamo caso che ti metti con una, lei rimane in cinta, i genitori di lei non sanno niente, tu non sai che fare, i tuoi genitori sono fuori per tre giorni e al telefono non è il caso che li chiami sennò tua madre sviene a distanza, il tuo migliore amico si è appena messo con la tua ex e non è più il tuo migliore amico. Devi decidere tutto da solo… In quel caso ti sei cacciato in un bel gineprraio. Ovviamente non vorrei essere al tuo posto, questo è inutile che te lo dico, dovevi pensarci prima.

GAGLIOFFO = aggettivo e nome Buono a nulla, sciocco, ignorante e goffo.
Dalle mie parti, uno che è così lo chiamano “ciambotto”, vuoi potete chiamarlo “bamboccio”, comunque in realtà è un gaglioffo e basta.

 

GOTTO = nome Grande bicchiere di vetro o contenuto del bicchiere.
Immaginate un gran bel boccale per la birra, è proprio lui. Ma temo che se al pub chiedete un gotto di birra non vi capiscono.

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H

HOTEL = nome Albergo.
Ah… la sapevate gia? E’ che per ora con l’acca non ho trovato nient’altro, pazienza.

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I

INSULSO = aggettivo Che irrita o delude per eccessiva stupidità o banalità.
L’isola dei famosi è, a mio avviso, una trasmissione insulsa, ma potrei elencarne anche altre.

IRRETIRE = verbo Ingannare, imbrogliare, sedurre.
Laura, la più bella della classe, viene da te che sei il più secchione (bravo!) e inizia a farti gli occhi dolci, dicendo: <<Dài Nico’, te che sei tanto bravo, te che sei carino, me lo fai copiare il compito?>> Tu non ci caisci più niente, le dài il foglio, lei copia, non ti ringrazia e a fine lezione scappa via con Luca sullo scooter. Laura ti ha irretito. Non ci cascare più, dille di chiedere i compiti a Luca (se li sa fare).

INDEFESSO = aggettivo Che non si stanca, assiduo.
Simone, che quando si mette a giocare alla playstation ci sta cinque ore di fila, è un giocatore indefesso. Però, Simone, esci un po’ di più che troppi videogiochi fanno male al cervello. Il più delle volte comunque questo termine indica chi è ligio e determinato in qualcosa di importante, di positivo.

INCIPIENTE = aggettivo Che sta cominciando, che comincia a manifestarsi.
E’ quando ancora non stai proprio male, ma inizi a sentire un fastidio alla pancia. Mal di pancia incipiente. Quando non ti fa pproprio male la testa ma senti che qualcosa non va. Mal di testa incipiente. Può essere applicato all’infinito per tutti i mali che stanno per comunciare. Vuol dire che inizia e non inizia, sta per esplodere qualcosa e senti i primi sintomi.

ILLAZIONE = nome Conclusione, talora arbitraria, dedotta da una o più premesse.
E’ come congettura (vedi sopra) .

INUSITATO = aggettivo Insolito, che non rientra nell’uso comune, fuori dal normale.
Si usa per lo più per esprimere qualcosa di insolito, ma nel senso buono. Oggi giorno ci sono in giro molti maleducati che appena il semaforo diventa verde ti iniziano a suonare dietro, che ti dànno le gomitate per arrivare prima alla cassa. Se trovate uno bravo, buono, gentile, che vi dice “prego, c’era prima lei, vada pure” avete trovato un tipo dall’inusitata gentilezza.

IERATICO = aggettivo Improntato a un senso grave e solenne di sacralità o devozione.
Un uomo rispettabile, con la faccia seria, gli occhi socchiusi, tipo un preside di quelli proprio tutti d’un pezzo, che a vederlo ti mette soggezione, ha un aspetto ieratico. Oppure un giudice che inizia a dire solenne: “la corte qui riunita, in relazione a quanto disposto…” avrà di certo un tono ieratico.

INIQUO = aggettivo Ingiusto. Volto deliberatamente al male.
Quando si parla di cosa iniqua o iniquità, si parla di una grave ingiustizia. E’ iniquo che oggi giorno ci sia ancora gente che muore di fame con tutto quello che si spreca nel mondo. Oppure una persona cattiva, cattivissima, bastarda, è una persona iniqua. Non siate dunque mai iniqui.

INVETERATO = aggettivo Che è divenuto così abituale da essere difficilmente correggibile.
Se ormai hai iniziato a fumare, e non smetti più, vuol dire che quel tuo vizio di fumare è inveterato. Prova lo stesso a smettere però.

IPOCONDRIA = nome Erronea convinzione di essere malato senza riscontri. Eccessiva apprensione per la propria salute. Grave malinconia.
<<No, quello no che mi fa male. Se respiro l’aria mi avvelena e non esco, se vaso al mare mi prensono i reumatismi. Devo mangiare solo verdura sennò mi viene il mal di fegato.>> Chi sta parlando è affetto da ipocondria, cercate di parlarci voi, ditegli che non sono vere tutte quelle preoccupazioni. L’ipocondriaco è uno che crede sempre di stare male oppure ha paura di ammalasri, comunque proprio bene non sta.

INFINGARDO = aggettivo Che evita ogni fatica. Poltrone, pigro.
Un grande sfataticato, che proprio non ha voglia di fare niente, nemmeno di alzare un braccio. Vedete che gli occhi si chiudono e non si chiudono? Ma ditegli di darsi una mossa!

IRREPRENSIBILE = aggettivo Che non merita rimrovero o biasimo.
Vuol dire che una persona è talmente seria, brava, precisa e onesta, che anche se vai a cercargli il pelo nell’uovo pur di trovare qualcosa da rimproverargli, non ce la fai. E’ troppo irreprensibile!

IRSUTO = aggettivo Che ha peli folti e ispidi. Ispido, irto.
Se uno non si rade per venti giorni, gli viene una barba irsuta.

IMPASSE = nome Difficoltà che non permette soluzioni o vie d’uscita.
Quando finite in un’impasse, vuol dire che vi siete cacciati in una situazione del cavolo, nella quale non vorreste proprio essere. Tipo una figuraccia terribile, quando tirate fuori la frase sbagliata al momento sbagliato di fronte alla persona sbagliata. Quando dite “in questo momento mi vorrei sotterrare”, o semplicemente quando vi trovate in una qualsiasi difficoltà.

INTABARRARSI = verbo Coprirsi pesantemente con un cappotto o altro. Imbacuccarsi, infagottarsi.
Se vedete un vecchietto che, ai primi freddi, si mette subito un mega cappotto, si fa tre giri di sciarpa ecc… si sta semplicemente intabarrando.

INELUTTABILE = aggettivo Contro cui non si può lottare, già deciso in modo assoluto dalla sorte o da altre persone. Inesorabile, inevitabile.
Che volete farci? Se Giannetto non ha studiato per tutto l’anno, non ha saputo copiare… la sua bocciatura è ineluttabile.

INENARRABILE = aggettivo Che non può essere narrato, per eccessiva tragicità, crudeltà, lunghezza, ecc…
Guarda, un film così sconcio, certe scene… così raccapriccianti che meglio se non te le racconto. Proprio un film inenarrabile.

ISTORIARE = verbo Ornare con raffigurazioni di storia, leggende.
Le caverne degli uomini primitivi erano istoriate con scene di caccia. Nel senso che c’erano un sacco di disegni che mostravano e raccontavano come allora si andava a caccia. In senso ironico, il sedile di un autobus può essere istoriato di scritte e disegnacci, ma a me farebbe schifo, quindi lasciate gli autobus puliti.

INTONSO = aggettivo Libro cui non sono state anora tagliate le pagine.
Indica che un libro, o una rivista, o un giornale, è nuovo nuovo nuovo, proprio appena uscito dalla tipografia. Quel libro che profuma di nuovo e se ci passi un dito senti che è liscio licio, mai aperto, bianchissimo. Anche i libri di Giannetto a maggio erano ancora intonsi, però gli serviranno ancora per ripetere l’anno. Rovinate, sottolineate, scarabocchiate e consumate tutti i libri purché quello che c’è scritto vi rimanga un po’ in testa, non lasciateli sempre intonsi!

INERTE = aggettivo Che manca di attività, di energia. Inattivo, inoperoso.
Si può dire di uno che non reagisce, che guarda l’infinito. Che gli parli e non ti risponde. Che è in coma perché ha bevuto tre litri di birra. Che è quatttro ore che sta davanti all TV e si sta mummificando. Forza! Sveglia! Non restare inerte!

INERME = aggettivo Che è senza armi a difesa.
Inerme può essere una persona pacifica, buona buona, che non farebbe male a una mosca. Inerme proprio di carattere, disposto a porgese sempre l’altra guancia. Oppure uno può essere inerme per forza di cose, perché è troppo piccolo o debole da potersi difendere. Se quattro bulli prendono a botte un ragazzzino, è normale che quello è inerme, non riesce a difendersi, vorrei ben vedere! Ma vi sembra giusto?

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L

LATORE = nome Chi porta qualcosa, un pacco o una lettera. Chi si assume l’incarico di un recapito.
Il postino è, di fatto, il latore della posta. Se invece Alberto vuole chiedere a Giulia di mettersi con lui, ma si vergogna, le scrive un bigliettino e lo dà a Mario affinché glielo consegni. Mario sarà il latore del bigliettino di Alberto.

LAMBICCARSI = verbo Forma riflessiva di “lambiccare”. Meditare insistentemente su qualcosa per trovare una soluzione. Spremersi il cervello, rompersi la testa su un problema.
Se non sai come fare una versione di latino, non lambiccarti inutilmente la testa, trovati uno di quei libretti in cui sono già fatte e copia. Considera però che la metà dei tuoi compagni copia già da lì; mi sa che la prof. se ne accorgerà. Allora continua a lambiccarti il cervello che è meglio, magari ce la fai da solo.

LIBAGIONE = nome Abbondante bevuta, specie di vino o di birra.
Le libagioni erano delle antiche cerimonie religiose in cui si offrivano sacrifici agli dei. Oggi immagino che nessuno lo faccia più, e il termine è usato in modo scherzoso, per dire che uno ha bevuto un sacco. Alla festa di Claudio abbiamo fatto una bella libagione!

LAIDO = aggettivo Di aspetto tipugnante per sudiciume o deformità. Più usato per indicare qualcosa o qualcuno esageratamente immorale, osceno.
Puoi dire che una persona è laida perché magari non si lava, va in giro tutta strappata e puzza da morire, in altre parole vi fa fisicamente schifo. Oppure uno può essere ben vestito e profumato ma allo stesso tempo laido perché è un mafioso che fa ammazzare la gente che ostacola i suoi interessi di potere. Laido no?

LIVIDO = aggettivo Di colore bluastro, cianotico. Oppure pallidissimo, freddo, per rabbia o paura.
Se vedete un morto il suo volto sarà sicuramente livido. Si può parlare di livido in senso di pallido, oppure in senso che hai la faccia blu perché non respiri. In ogni caso non hai una buona cera se sei livido.

LUNARIO = nome Calendario, almanacco dei mesi.
L’espressione “sbarcare il lunario”, vuol dire tirare avanti a stento, svalicare a fatica la fine del mese (in senso economico). Perdere il lunario vuol dire invece andare via di testa, impazzire.

LITOTE = nome Figura retorica che consiste nell’attenuare formalmente l’espressione negando l’idea contraria.
Se di una persona si vuole dire che è stupida, ma in modo molto soft, potete usare una litote e dire “quel tipo non è un genio”.

LIBELLO = nome Pubblicazione diffamatoria, spesso anonima.
Chi ha scritto sul muro del bagno “Massimo è un lecchino”? Se trovo chi è stato a comporre questo libello gli spacco la faccia!

LOQUELA = nome Facoltà, modo di parlare. Loquacità, parlantina.
Purtroppo un muto è una persona che ha perso (o non ha mai avuto) la loquela, nel senso che non è proprio in grado di comunicare a parole. Qualcuno può perdere la loquela solo per qualche momento, magari a seguito di uno spavento. Ma di Margherita, l’amica di Luana, si può dire che ha proprio una gran loquela, nel senso che non riesce a stare zitta una minuto. E sta’ zitta un attimo!

LENONE = nome Favoreggiatore o sfrutatore della prostituzione.
Il magnaccia che prende giovani ragazze straniere e le costringe a prostituirsi e un brutto lenone.

LEVITA’ = nome Qualità di ciò che è lieve. Leggerezza, per lo più in senso di delicatezza, di grazia.
Guarda come è bella Laura mentre fa ginnastica, ammira la levità dei suoi movimenti, Com’è bella Laura…

LAPALISSIANO = aggettivo Di fatto talmente ovvio ed evidente che è inutile la spiegazione o l’annunciazione.
E’ lapalissiano che l’acqua è bagnata, serve che ve lo spiego?

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M

MELENSO = aggettivo Di persona tarda, ciocca, incapace di capire, goffa e lenta nei movimenti.
E’ dieci volte che te lo spiego e ancora non hai capito? Ma sei proprio melenso!

MESTO = aggettivo Triste.
Stop.

MESCITA = nome Distribuzione di bevande in bicchieri per la consumazione. Il contenuto del bicchiere sul tavolo. Il locale che vende bevande.
Se vai al pub a bere birra, sappi che quel locale è, in realtà, una mescita. Se arriva l’oste, a fine pranzo, e ti porta la bottiglia di amaro e te lo verse nel bicchiere, sta facendo la mescita.

MINARETO = nome Torre che viene costruita vicino alla moschea.
Avete mai visto qualche film ambientato in un paese musulmano? Avete presente quel tipo che, con le mani vicino alla bocca, inizia a gridare da lassù che è l’ora della preghiera? Allora, la torre si chiama minareto, mentre il tipo (per la cronaca), si chiama muezzin.

MELLIFLUO = aggettivo Che versa miele, dà dolcezza. Affettatamente dolce per ingannare.
Se non sapete che vuol dire affettatamente, l’ho scritto alla lettera A, quindi andatevelo a cercare. Mellifluo è uno che mentre vi parla tiene la testa bassa, si accarezza le mani, vi dice “certo signore, lei è sempre il migliore, lo sa, avrei quel piccolo affare da proporle, non so se si ricorda, ma sì, lei è così intelligente signore, ne avevamo parlato per telefono…” Non vi sembra eccessivamente gentile? Io non mi fiderei di uno così mellifluo.

MISANTROPO = aggettivo Poco socievole, non amante della compagnia. Incapace di inserirsi nei rapporti sociali.
Quando si dice “quell’uomo è un orso, non si riesce a parlarci per quant’è scorbutico” potrebbe trattarsi di un misantropo. Misantropo è quel tipo che nessuno vorrebbe avere come amico, quello che, in pratica, sta bene solo con se stesso. Parola da non confondersi con filantropo che vuol dire… (leggitelo sopra).

MILLANTATORE = Vedi Borioso.

MUTRIA = nome Viso accigliato e improntato a sdegno o a superbia.
Quelle persone che sembrano sempre incazzate, antipatiche, che guardano sempre storto a tutti. Hanno una bella mutria!

MANIPOLO = nome Piccolo gruppo di persone che lottano per una stessa idea.
Può essere un manipolo di soldati, di manifestanti; un manipolo di no-global. Tutti gruppi di persone che si sono messi insieme per lottare uniti.
MEGERA = nome Donna di carattere litigioso e violento, di solito associato a un aspetto di bruttezza e vecchiaia repellenti.
Una donna alla quale vorreste gridare “brutta vecchiaccia brutta e melefica!!!!” Ma se non volete sprecare troppo fiato o troppe parole, ditele gentilmente; signora lei è proprio una megera, mi dispiace per lei.

MOTTEGGIARE = verbo Dire motti di spirito, scherzare. Pungere con motti maliziosi.
Il motto non è per forza un modo di dire proverbiale. Per motto si intende anche una battuta, uno scherzo. Quindi se fate gli splendidi e vi mettete a scherzate, a fare battute e dire barzellette, state motteggiando. Oppure mottegiate qualcono quando vi mettete a prenderlo in giro. Se fate gli spiritosi con una ragazza e la punzecchiate con quelle frasette allusive, lei vi risponde “e fatevela finita!” però si vede che ride sotto sotto, state motteggiando quella ragazza. Non esagerate però!

MITRIDATISMO = nome Immunizzazione da una sostanza tossica o velenosa mediante assunzione a piccole dosi.
Come fece un certo Mitridate… In sostanza se ingerite un veleno morite. Se però ogni giorno prendete una goccetta di veleno, poi due, poi tre, piano piano il vostro corpo di abitua e quel veleno non vi ammazza più. Questo si chiama mitridatismo. Io comunque non voglio rischiare, se poi sbaglio la dose…

MURMURE = Mormorìo.

MORDACE = aggetivo Che morde facilmente, che è pronto a mordere. Aspro, caustico, pungente.
Se uno ha scelto di prendersi un pit-bull come cane, state attenti perché è un animale assai mordace. Mordace può però anche essere una persona, un modo di fare; ad esempio un critico di quelli che non hanno mai mezzi termini. Non ditemi che Vittorio Sgarbi non è mordace!!!

MIRIFICO = nome Mirabile, degno di grande ammirazione.
Avete mai visto com’è straordinario il duomo di Milano? Spettacolare, proprio un duomo mirifico!

MALVERSAZIONE = nome Impiego illegittimo o illecito di denaro o beni da parte di amministratore pubblico o funzionario.
Stiamo parlando di frode. Se ad esempio un sindaco utilizza i soldi delle tasse dell’ICI per fare i suoi traffici, sta svolgendo una malversazione bella e buona. Se un impiegato bancario preleva un centesimo da ogni conto corrente, voi non vi accorgete di niente ma lui diventa milionario e scappa alle isole Caiman. Che grave malversazione!

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 N

NEFASTO = aggettivo Che porta o può portare danni o rischi gravissimi. Avvenimento o azione poco onorevole. Infausto, funesto.
Per indicare che una persona non si è comportata sempre bene nella vita, ma ha degli scheletri nbell’armadio, si può dire che ha alle spalle anche giorni nefasti. Per il resto vedi funesto.

NICCHIARE = verbo Esitare di fronte a qualcosa o qualcuno. Tentennare, tergiversare, titubare.
Se una decisione proprio non riuscite a prenderla, e iniziate a dire “chissà… forse è melio di sì, non sono sicuro, meglio che ci ripenso, facciamo no, anzi, facciamo sì” in una parola, state nicchiando.

NEGLETTO = aggettivo Trasandato, sciatto. Trascurato, ignorato.
Può dunque indicare una persona che non cura per niente il suo aspetto fisico, si veste male, strappato e sporco, ma anche una persona dimenticata da tutti. Un giardino incolto è negletto. Uno scrittore che non se lo fila nessuno, né i lettori, né la critica è negletto. Non sarò un pochino negletto anch’io?

NEMESI = nome Evento negativo che si presume debba seguire periodi necessariamente fortunati per giustizia. Giustizia.
Se un popolo è attraversato da carestie, pestilenze, guerre, persecuzioni e terremoti, si aspetta che la nemesi (la giustizia personificata) compia un’inversione di marcia della storia portando pace e benessere. Perché quel popolo, avendo sofferto troppo, la merita. La nemesi è quell’entità in grado di punire i cattivi e lenire le pene deie buoni.

NEMBO = nome Nube bassa e oscura. Grossa schiera di persone. Denso sciame di insetti.
Il nembo è dunque, di fatto, una nube scura, ma oltre che nel senso meteorologico, può essere intesa come un qualunque assembramento di cose in movimento (animali o persone). Se arrivano i tifosi della Lazio tutti insieme, compatti e minacciosi, posso dire che sta avanzando un nembo di tifosi.

NINNOLO = nome Trastullo, balocco. Fronzolo, gingillo. Cosa di poca o nessuna importanza, bagatella.
Il ninnolo è dunque una sciocchezza, sia fisica che materiale. Se ci guardiamo intorno siamo pieni di ninnoli, in casa, in auto, come i pupazzetti che si attaccano ai cellulari, le fatine alate sulle mensole, i videogiochi da scaricare sul cellulare.

NOTTETEMPO = avverbio Durante la notte. Talvolta con senso di futilità o leggerezza.
Quindi, se vi capita, non scrivete notte spazio tempo, si scrive tutto attaccato.

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 O

OPULENZA = nome Abbondanza di mezzi, benessere, ricchezza, fastosità.
L’antica Roma, con il Colosseo tutto piastrellato di marmo, i palazzi imperiali, ecc… era una città piena di opulenza. La villa di Berlusconi è opulenta. Talvolta questo termine si può usare in senso scherzoso per indicare, ad esempio, una donna molto grassa, una donna opulenta.

OVAZIONE = nome Insieme di applausi e grida prolungate.
Avete presente la “standing ovation, standing ovation per te”? Quella cantata da Vasco? Sarebbe l’ovazione, cioè tutto il pubblico in piedi che batte le mani e ti acclama. E’ bello ricevere ovazioni.

OSSIMORO = nome Procedimento retorico che consiste nel mettere insieme due termini contraddittori.
Esempi di ossimoro possono essere: silenzio eloquente, corri piano!, ghiaccio bollente. Insomma, tutte le volte che mettere insieme due termini che proprio “non ci azzeccano per niente” ma che possono rendere l’idea di quello che volete dire, state componendo un ossimoro.

OTTENEBRARE = verbo Coprire di tenebre. Offuscare, oscurare.
Quando arrivano le nuvole, il sole viene ottenebrato e non si vede più. Alcuni generi musicali, ossessivi, ripetitivi, sparati ad alto volume per lungo tempo, possono ottenebrare la nostra mente rendendoci scemi.

OBNUBILARE = E’ un sinonimo di ottenebrare.

OTTUNDERE = verbo Snmussare, togliere l’acutezza, spuntare una lama. Offuscare, far perdere vivacità.
In senso pratico vuol dire appunto togliere gli spigoli, rendere più liscio. Si può ottundere un sasso, lo spigolo di un muro o di un mobile su cui un bambino rischierebbe di sbattere. In senso fugurato, assomiglia invece a obnubilare, ottenebrare, per lo più riferito alla mente o ai nostri sensi. Troppo vino ottunde la mente.

ONDIVAGO = aggettivo Che vaga sulla superficie del mare. Vago, impreciso, equivoco.
Metto un biglietto dentro una bottiglia e lo lascio vagare, ondivago, per il mondo. Oppure se una persona ha un modo di fare che non si capisce come la pensa, non è chiaro quello che fa, ha un modo di fare ondivago, ma questa forma è poco usata.

ORRIPILANTE = aggettivo Che desta orrore e ribrezzo, che fa rizzare i capelli, raccapriciante.
Un film horror può essere davvero orripilante.

OSTRACISMO = nome Esclusione di qualcosa o qualcuno da un certo ambiente. Mettere al bando.
Se nel vostro gruppo c’è Nicola che è antipatico, vuole capire tutto lui e vi frega le ragazze,voi per vendetta iniziate a non parlargli, lo cancellate dai vostri amici su facebook, non gli fate sapete quando organizzare una festa, insomma lo emarginate. Fate ostracismo verso Nicola. Oppure si può fare ostracismo in maniera pubblica, mettendo al bando un personaggio pericoloso o un maniaco, ecc…

ONIRICO = aggettivo Di sogno, simile al sogno.
Una visione onirica l’avete quando vedete passare una bellissima ragazza che vi sorride, vi fa una carezza sulla guancia, sembra che stia per baciarvi e subito vi date uno schiaffo per vedere se sognate oppure vi trovate nella realtà. Peccato per voi, stavolta era un sogno.

ORPELLO = nome Che è pura apparenza, esteriorità, lustro, finzione.
Se si vuole mostrare qualcosa che in realtà non è, si crea o usa un orpello. Una falsa modestia, un falso buonismo, sono solo orpelli.

OCCASO = nome Tramonto. Fine, declino.
Se volete scaricare una ragazza usando una frase a effetto, da intellettuale, potete dirle: “mia cara, sono profondamente spiacente, ma la nostra relazione è giunta ormai all’occaso.” Comunque lo schiaffo ve lo prendete lo stesso.

OTTOMANA = nome Divano rettangolare di dimensioni analoghe a quelle di un letto.
Niente da aggiungere.

OBERATO = aggettivo Sovraccarico di doveri o incombenze.
Immaginate un mercoledì di novembre, quando a scuola tutte le materie sono già a regime e voi, a casa, vi trovate a dover fare: venti espressioni di matematica, due versioni di greco, cinque pagine di storia, due poesie di italiano più biografia dell’autore, inglese e fisica… in quel giorno sarete oberati di compiti! Non vorrei proprio essere al vostro posto.

OSTEGGIARE = verbo Ostacolare, contrastare.
Se il vostro amico si mette a fare la corte a quella ragazza che vi piace, e su cui avevate già fatto un pensierino, farete di tutto per osteggiarlo.

OPALINO = aggettivo Che ha colore simile o paragonabile a quello dell’opale: giallo azzurrino, lattiginoso, grigio perla.
Un esempio di oggetto opalino può essere l’interno di un’ostrica, quella superficie che sembra fatta di perla, opaca e lucida allo stesso tempo.

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 P

PECULIARE = aggettivo Che è caratteristico di una certa persona o cosa. Proprio. Speciale.
Il naso rosso di plastica è una caratteristica peculiare dei pagliacci del circo.

PECUNIARIO = aggettivo Che ha a che fare con i soldi.
Non confondetelo con peculiare! La multa che vi fa il vigile, a seguito della quale dovrete sborsare quattrini, è una pena pecuniaria.

PUNGOLARE = verbo Stimolare, sollecitare. Esortare con energia, incitare, spronare.
Se uno vi inizia a dire: “E dai! E muoviti! E sbrigati! E datti una mossa! E svegliati!” voi, con tono pacato, rispondete educatamente: “La prego signore, la smetta di pungolarmi in questo modo.”

PERSPICACE = aggettivo Che sa capire, discernere in modo opportuno, intuitivo, fine.
Un tipo perspicace è, semplicemente, un tipo molto sveglio.

PERVICACE = aggettivo Caparbio, molto ostinato. Tenace, irremovibile.
Da non confondere con perspicace. E’ uno che, in quello che fa o in un un ideale che ha, è talmente convinto e duro che non lo smuovi neanche con le cannonate; lui deve fare o pensare quella cosa a tutti i costi.

PERENTORIO = aggettivo Che non accetta discussioni o dilazioni, che esige obbedienza.
Quando il prof. di italiano si arrabbia in modo esagerato, e grida “Antonelli fuori dalla porta!” non vuole proprio saperne di essere contraddetto. In quel momento il prof. è perentorio.

PAROSSISTICO = aggettivo Dominato da una violenta esasperazione. Critico, culminante.
Quando di un qualcosa ne avete fin sopra la testa, che non volete sentirla neanche nominare per quanto vi ha rotto, siete giunti allo stato parossistico.

PACHIDERMA = nome Animale di grosse dimensioni. Anche in senso figurato.
L’elefante è il pachiderma per eccellenza. Ma un pachiderma può anche essere un uomo di quarant’anni che pesa centotrenta chili.

PROSPICIENTE = aggettivo Che guarda, che si affaccia, che dà su un luogo.
E’ sempre riferito a cose. Una finestra prospiciente il mare vuol dire che da quella finestra si vede il mare, ovvero che quella finestra si affaccia sul mare. Il lato di una casa può essere prospiciente la via Appia, vuol dire che è rivolto verso la via Appia.

PEDANTE = aggettivo Chi è ligio, pignolo, chi si attiene con eccessiva meticolosità alle regole e alle teorie varie.
Normalmente è inteso in senso spregiativo. Per dire che una persona è talmente scrupolosa nell’applicare una regola, una formula, o un modo di fare, che alla fine risulta poco efficacie e poco intelligente. Non siate troppo pedanti in quello che fate, ma usate il cervello in modo costruttivo.

PENURIA = nome Scarsità di cose necessarie, ristrettezza.
Se andate a leggere le regole del Monopoli, c’è una voce che si intitola “Penuria di case”, sta appunto ad indicare la situazione in cui rimangono poche casette verdi di legno per giocare.

PROLOGO = nome Fatto o serie di fatti che precedono l’azione vera e propria di un’opera, un racconto. Preambolo.
E’ una sorta di introduzione, premessa, che viene fatta prima di una storia. In molti libri, prima del capitolo iniziale, è presente il prologo, di solito una breve scena tra i personaggi principali, oppure un narratore che spiega come tutto ebbe inizio.

PICCINERIA = nome Meschinità di mente, di sentimenti, associata per lo più a pedanteria, superstizione, grettezza. Azione meschina, gretta.
Se vi è capitato di parlare con qualcuno di quei bulli, che si sentono i padroni del mondo perché vanno in palestra, ma non hanno mai avuto altre vedute, incorrerete spesso in loro piccinerie. Del tipo che inizia a provocarvi e voi, anziché rispondere male, gli fate qualche domanda e lui vi risponde che “vi mena” perché lui è il capo, se cercate di farlo ragionare inizia a “menarvi” sul serio, perché non ha argomenti per gestire la conversazione. E’ una persona gretta e meschina, quello che dice o fa, sono per lo più piccinerie, quindi sentitevi superiori a lui anche se vi lascia un occhio tumefatto.

PLETORA = nome Sovrabbondanza di cose o persone, esagerazione.
Oggi giorno, in alcuni settori, c’è una pletora di laureati in relazione alle esigenze del mondo del lavoro. All’Istituto Tecnico che frequentai c’era una pletora di maschi rispetto alle poche ragazze, anche se oggi mi dicono che le miss sono aumentate sensibilmente.
PRECIPUO = aggettivo Principale, molto importante, essenziale, peculiare.
Vedi peculiare.

PARADIGMA = nome Coniugazione o modificazione di una parola in grammatica.Modello, esempio.
Quando si studiano i verbi, per csapire, ad esempio, come va coniugato un verbo, si va a leggere una tabella in cui sono espresse tutte le forme di quel verbo in tutte le persone, e/o in tutti i tempi: “Io andai / Tu andasti / Egli andò” quello è un paradigma. Infatti è un modello che può valere anche per altri verbi della stessa coniugazione. In generale il paradogma è un qualcosa o qualcuno che viene usato o potrebbe essere usato come modello o esempio per gli altri.

PROTERVIA = nome Superbia eccessiva, cocciuta. Superbia sfacciata che disprezza gli altri. Arroganza, presunzione.
Se uno ha una buona opinione di se stesso va bene, se uno dice che “io sono il più bello, il più bravo, il più forte, mentre gli altri sono dei deficienti, smidollati, che non meritano neanche che rivolga loro la parola” credo che sia stato preso da troppa protervia.

PUNTO = avverbio Per niente.
Se dico: “Il flim di ieri non mi è piaciuto punto” vuol dire che non mi è piaciuto per niente.

PLATEALE = aggettivo Volgare, grossolano. Evidente, fatto quasi con ostentazione.
Un errore plateale è un errore grossolano, frutto di evidente sbadataggine. Se scrivete un tema e non mettete l’acca su “ho incontrato Pino” fate un errore plateale e prendete quattro.

PUERPERA = nome Donna che ha appena partorito.
Se una donna è ancora grassoccia, ha i seni grandissimi, e tiene in braccio un bambino di quattro giorni, è una puerpera. Auguri!

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 Q

QUERULO = aggettivo Lamentoso, piagnucolso.
Il classico esempio di tono querulo, è quello del bambino al supermercato che dice: “E dai mamma, mi compri l’ovetto Kinder? Per favore, e dai, lo voglio… dai mamma. Me lo compri, me lo compri…” e intanto gli iniziano a scendere due lacrime.

QUESTUA = nome Richiesta e raccolta di elemosina o di offerte.
Il poveretto che si mette sui gradini della chiesa con un cappello in mano sta facendo la questua. Così come il giocoliere o il pittore di strada che, alla fine della sua esibizione, passa con un bicchiere di plastica per un’offerta, sta facendo la questua.

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R

REMISSIVO = aggettivo Di persona che, per timidezzaa, debolezza, mancanza di forza, volontà, o altro motivo, accetti supinamente le idee e le volontà degli altri.
Quel vostro amiche che, quando proponete di andare in un certo posto, fare una certa cosa, lui risponde sempre “Va bene, andiamo dove vi pare.” Non si oppone mai perché è molto remissivo e gli va bene quello che scegliete voi, anche se in fondo non è detto che lui avrebbe scelto la stessa cosa.

RABBUFFO = nome Rimprovero severo.
La mamma dà un bel rabbuffo al figlio che, con i vestiti puliti, si è andato a buttare in mezzo all’erba.

RIPRENSIONE = nome Rimprovero, biasimo. Atto di rimproverare chi sbaglia.
Rispetto a rabbuffo è più serio. Mentre il rabbuffo è visto come qualcosa di breve e domestico/amichevole, la riprensione è più un rimprovero formale, dove ci si mette a tavolino e, per venti minuti, chi ci rimprovera dice: “Ma ti rendi conto di quello che poteva succedere per colpa della tua distrazione? E’ un fatto gravi, anzi, che dico grave, gravissimo…”.

RETROSPETTIVA = nome Mostra, documentario, discussione che guarda o permette di guardare indietro, generalmente ripercorrendo il passato.
Un documentario storico sulla seconda guerra mondiale è, di fatto, una retrospettiva sulla guerra. La retrospettiva di un pittore è una mostra in cui, tramite l’evoluzione delle opere, viene mostrato come si è sviluppato il senso artiatico del pittore.

RAZIOCINIO = nome Ragionamento, argomentazione. Capacità di far uso della ragione, riflettere con buon senso.
Prima di fare sciocchezze, udsate il vostro raziocinio e non ve ne pentirete. So che ne avete, anche se, quando siete in gruppo, non ne date gran prova.

RETICENZA = nome Figura retorica dove si interrompe il discorso ma si lascia intendere ciò che si vuole dire.
Un compagno vi minaccia: “Guarda che se non mi fai copiare i compiti…” Non completa la frase ma, con quella reticenza, capite subito che in fondo è meglio se glie li lasciate copiare.

RETAGGIO = nome Eredità. Patrimonio culturale o spirituale lasciato dalle popolazioni o società precedenti.
La legge sull’uso capione, dove una persona diviene proprietaria di un terreno se lo ha utilizzato per vent’anni senza che il proprietario abbia mosso controindicazioni, è un retaggio dell’impero romano, in quanto è una legge di allora ancora in vigore.

REBOANTE o ROBOANTE = aggettivo Fortemente risonante, rimbombante.
Per lo più riferito a voce che risuona in un ambiente. Anche se accendete il motore di una motocicletta in un garage di lamiera otterrete un effetto assai reboante.

RELEGARE = verbo Mandare via qualcuno costringendolo a vivere in una sede lontana e sgradita. Metterein disparte, confinare.
E’ come dire esiliare, ma in senso meno stretto. Napoleone fu relegato a S. Elena. La maestra può relegare l’alunno indisciplinato in un angolo dell’aula.

RECALCITRARE o RICALCITRARE = verbo Impuntarsi, tirare calci. Opporsi, fare resistenza.
Quando andavo a scuola non mi piaceva fare ginnastica; talvolta non volevo nemmeno cambiarmi gli abiti, recalcitravo sempre. Strano ma vero.

REFUSO = nome Errore di stampa.
Se, leggendo un libro, vedete che una parola è stata scritta male, magari manca una lettera, si tratta di un refuso. Quando arriva l’errata corrige di un libro, dove sono riportate tutte le modifiche da fare a penna tipo “a pagina 37 decima riga scrivere 138 anziché 120″, serve per correggere tutti i refusi.

RIMBROTTARE = verbo Rimproverare rinfacciando le cose.
Le donne, più degli uomini, sono portate a rimbrottare: “Sei sempre il solito scemo. L’anno scorso ti sei scordato che era il mio compleanno, a San Valentino non mi hai portato a cena fuori, per Natale mi hai fatto un regalo che faceva schifo. Non ti sopporto proprio!”

RAFFAZZONARE = verbo Accomodare, abbellire alla meglio una cosa mal fatta, mal riuscita. Abborracciare.
Se vi piombano in casa quatto amici, per farvi una sorpresa, e voi, da bravi padroni di casa, li invitate a restare per la cena, sarete costretti a raffazzonare qualcosa visto che il frigo è vuoto. Anche un discorso può essere raffazzonato alla meglio, se chi parla non sa cosa deve dire, appiccica venti parole e tenta di dire qualcosa.

RABBERCIARE = come raffazzonare.

RICUSARE = verbo Non volere, non accettare. Rifiutarsi, non acconsentire.
Antonia, la pià brutta della classe, vi invita per una pizzetta molto intima. E’ molto probabile che voi desideriate ricusare l’invito. Però vi consiglio di non fermarvi al solo aspetto fisico prima di ricusare.

RUBIZZO = aggettivo Di aspetto ancora fresco e florido, di colorito sano.
Il contesto più usato per questo aggettivo è quando si parla degli anziani. Un vecchietto rubizzo è un anziano ancora in forma, arzillo, di aspetto sano.

REPROBO = aggettivo e nome Che è respinto dalla giustizia di Dio. Malvagio, ribelle, con un’idea di condanna definitiva.
Le anime dell’inferno sono reprobe. Ma anche un delinquente, un sicario, o qualunque persona svolga una vita molto malvagia, può essere considerato un reprobo.

RICETTACOLO = nome Luogo in cui è contenuto qualcosa. Luogo di raccolta, ricetto, rifugio.
Se è ben noto che in una certa città ci sono molti malviventi, molti ladro, si può dire che quella città è il ricettacolo dei ladri. Indica che tutti o molti ladri vanno a rifugiarsi lì, quindi essa ne è piena.

RENITENTEnome Chi oppone forte resistenza. Chi è chiamato alla leva e non si presenta.
Se leggete la definizione del verbo recalcitrate, considerate che un renitente è come un recalcitrante.

RIMESTARE = verbo Occuparsi inopportunamente delle vicende altrui, del presente e del passato, che possono rilevare aspetti sgradevoli. Frugare, rovistare, mettendo in disordine.
Quelle persone che si vanno ad impicciare del passato degli altri, delle vicende personali: “Ma tu, una volta, non avevi ammesso di aver fatto parte delle brigate rosse?”. Se uno arriva a casa e trova tutto a soqquadro, i cassetti rovesciati e tutto l’oro di casa rubato, sono stati i ladri a rimestare tuttto.

RECESSO = nome Rifugio appartato e segreto, adatto al riposo e alla solitudine.
Quando non avete voglia di parlare con nessuno, volete stare un po’ soli, allora andate in campagna, in quel posto che conoscete solo voi, dove siete certi che nessuno verrà a disturbarvi, quel luogo è il vostro recesso. Oppure i vostri segreti più nascosti, quelli da non rivelare mai a nessuno, sono rcchiusi nei recessi della vostra anima.

RIDANCIANO = aggettivo Di quanto susciti un riso schietto e rumoroso. Naturalmente portato a una cordiale, talvolta grossolana giovialità.
Possono essere ridanciane alcune barzellette, di quelle che appena le senti ti scompisci dalle risate. Oppure una persona bonaria, semlice, con il sorriso sempre in bocca e la battuta pronta, è un tipo ridanciano.

RECRUDESCENZA = nome Notevole aggravamento, ripresa preoccupante di un male fisico, morale o sociale, susseguente una fase di stasi o attenuazione.
Avete presente quando un ragazzino ha l’iunfluenza e non va a scuola per qualche giorno. Non appena si sente meglio prova ad andare a scuola e TAC gli prende una ricaduta che lo fa restare di nuovo a casa per un’altra settimana. E’ avvenuta una recrudescenza dell’influenza. Spesso si usa per grandi eventi. Se c’è la guerra, e sembra che a un tratto ci sia un momento di pace, di rilassamento, ecco che avviene un repentino inferocimento dei combattimenti e delle violenze. Altro esempio di recrudescenza.

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S

SCIATTO = aggettivo Trascurato, trasandato.
Può essere riferoto a una persona che non ha cura di sé, del proprio aspetto e del proprio corpo. Ma anche di un oggetto. Se un appartamento è tutto sporco, con le tende macchiate, il pavimento impolverato, quell’appartamento è sciatto.

SORTIRE = verbo Ottenere.
Se andate male di matematica e vostra made spende centinaia e centinaia di euro per mandarvi a ripetizione, ma nonstante ciò seguitate ad andare male, potete dire che le lezioni di ripetizione non hanno sortito l’elleffo voluto.

SPOSSATO = aggettivo Indebolito, infiacchito, che ha perso vigore.
Quando proprio non vi va, non vi sentite in forma per niente, avete le gambe flosce e la testa pesante. Come siete spossati…

SOTTECCHI = avverbio Con gio occhi socchiusi, per un’osservazione cauta e furtiva. In tralice. Di nascosto, di soppiatto.
Se uno vi guarda con sospetto, o se egli stesso è titubante nei vostri confronti, comunque vi guarda in quel modo strano, con il viso basso e gli occhi acuminati, che sembra dire: “adesso vediamo cosa combini…”. Quel tipo vi sta guardando di sottecchi. Oppure se vi aggirate di nascosto nella cucina, per non farvi sentire, mentre aprite il frigorifero e vi fregate metà vaschetta di gelato, vi state muovendo sottecchi.

SUGGELLARE = verbo Sigillare. Confermare fisicamente, definitivamente, per sempre.
La nonna chiude i contenitori di pomodori stringendo forte il tappo, li suggella. Due amanti possono suggellare la loro relazione amorosa con un bacio.

SAGACE = aggettivo Accorto, perspicace, acuto nell’intendere e nel valutare una situazione.
Anche qui, come nel caso di perspicace, stiamo parlando di una persona molto acuta, sveglia e pronta di riflessi. Avete presente quelle signore senza peli sulla lingua, che hanno sempre la rispostina pronta ad ammutolire l’interlocutore in qualunque momento, quelle donne sono sagaci, oppure dànno risposte sagaci.

SCIPITO = aggettivo Senza sapore. Sciocco.
Si può dire di un alimento. Una minestra con poco sale è scipita. Una persona sciocca, senza il cosiddetto sale in zucca, è scipita.

SEDIZIOSO = aggettivo Sovversivo, ribelle, rivoltoso, in senso spregiatovo.
I dirigenti delle fabbriche e delle aziende non hanno in simpatia i lavoratori sediziosi, quelli che stanno nel sindacato che organizzano lotte e convegni per rivendicare i propri diritti. Se c’è un regime totalitario i sediziosi sono quelli che tentano di opporsi al regime stesso, e così via. I sediziosi ono dunque i carbonari, i cospiratori della situazione.

STENTOREO = aggettivo Detto di voce tonante, potente.
Il prete che parla dal pulpito rivolgendo l’omelia (o la predica) ha un tono stentoreo. Come anche il politico che parla alla folla. Immaginate Mussolini durante i suoi discorsi all’Italia, aveva sempre un tono stenotoreo.

SEGALIGNO = aggettivo Detta di persona lunga e magra, ma in senso di robustezza e sanità fisica, non di debolezza.
Ci sono molti ragazzi che sono magri, ma dànno un’immagine forte e sana. I tipi segaligni non sono molto musolosi, ma comunque agili e vigorosi.

SERAFICO = aggettivo Tranquillo e sereno, pacifico.
Quale immagine più serafica di un gatto persiano sdraiato sul divano? E’ proprio il simbolo della tranquillità, il gatto più serafico che c’è.

SOLERTE = aggettivo Che adempie alle proprie mansioni con cura e diligenza estrema. Alacre e coscenzioso.
Un tipo solerte è uno che lavora sodo, esegue i suoi doveri in modo rapito, energico e preciso. Non necessariamente riferito a lavori manuali, anche un giudice, un progettista possono essere solerti. Chiunque svolga un’operazione con attenzione e diligenza è solerte.

SCIORINARE = verbo Esporre con ostentazione, mettere in mosrta. Mettere in pubblico, raccontare apertamente i fatti.
Di solito si dice quanto qualcuno inizia a racontare qualcosa per mettere in mostra quello che sa. Un grande acculturato ama sciorinare le sue conoscenze agli altri. Un appassionato di calcio, al bar, si mette a sciorinare tutti i risultati della sua squadra negli ultimi dieci anni. La donnina di periferia si mette a parlare con le vicine di casa, sciorinando tutti i pettegolezzi di cui è venuta a conoscenza.

SACCENTE = aggettivo Che presume di sapere ma in realtà non sa.
Dalle mie parti i saccenti li chiamano “capiscioni”, quelli che si credono di sapere tutto. I più giovani sono quasi sempre saccenti, anche se poi non sanno granché. Rifiutano i consigli dei genitori perché, come si sa “i genitori non capiscono niente, sono vecchi e non al passo con i tempi” e poi, questi ragazzi saccenti si prendo delle gran cantonate.

SOPIRE = verbo Acquietare, calmare, lenire, mitigare.
Il troppo caldo sopisce la voglia di lavorare. Le carezze di una donna sopiscono la rabbia e le frustrazioni del giorno.

STOLIDO = aggettivo Stupido, stolto.
Se non siete stolidi avrete ormai capito cosa significa questa parola.

SDILINQUIMENTO = nome Smanceria, effusione esagerata, fastidiosa, moina.
Quando il playboy della situazione si mette a dar fastidio a una ragazza, le fa il baciamano, la riempie di falsi complimenti, di parole allusive, solo per raggiungere i suoi scopi, lei non ne può proprio più di tutti quei suoi sdilinquimenti.

SALTABECCARE = verbo Camminare a salti come la cavalletta.
Quando ero piccolo, specie alla scuola materna, mi divertivo molto a correre a saltelli anziché a passi normali, mi divertivo a saltabeccare.

STILETTATA = nome Colpo dato con uno stiletto. Sensazione dolorosa, dolore improvviso, pungente.
Lo stiletto è una sorta di piccolo pugnale. Quindi per stilettata si intende un colpo inferto con quest’arma, ma spesso non viene inteso come una vera e propria ferita mortale. In senso figurato, quando vi prendono quei salti al cuore, quegli istanti in cui vi torna in mente un fatto gravissimo che vi addolora, avvertite quella stilettata al cuore che vi fa star male.

SPASIMO = nome Dolore fisico atroce. Dolore gravissimo dell’animo.
Si può parlare di spasimo fisico vero e proprio, vale a dire, se Gianni vi racconta una di quelle barzellette a bruciapelo, di quelle che sa raccontare solo lui, iniziate a ridere e ridere fino a che non vi fanno male i muscoli della pancia; ridete fino allo spasimo. In senso più figurato si possono provare spasimi nell’attesa dell’amante che non arriva, al pensiero di un compito in classe difficile, comunque lo spasimo, che sia dovuto a cose belle o brutte, è uno stato di sofferenza e dolore.

STRALE = nome Freccia, dardo.
E’ un termine arcaico e indica la freccia scagliata da un arcere. L’arcere tese l’arco e lanciò lo strale dritto al centro del bersaglio. In senso astratto e letterario, si può dire che la bellezza di quella ragazza colpirono il mio cuore come uno strale infuocato.

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T

TRACCHEGIARE = verbo Temporeggiare, indugiare. Tenere a bada qualcuno tergiversando.
Mettiamo caso che voi avete prestato al vostro amico Mario l’ultimo CD di Eminem, nuovo nuovo, che sì e no avete avuto il tempo di ascoltare due volte. Ecco che, dopo un paio di settimane, iniziate a telefonare a Mario, chiedendogli quanto tempo ha ancora prima di restituirvelo, poi gli mandate sms, email, e lo bombardate di messaggi su facebook. Lui risponde sempre così: “guarda, ho quasi finito, per domani te lo faccio trovare nella buchetta della posta, te lo prometto. Come? Il CD, sì, non mi serve più, te lo riporto subito, aspetta solo mezza giornata….” E intanto il Cd non si vede. Mario vi sta traccheggiando. Andate a casa sua di persona a riprendervi il CD o non lo rivedrete mai più. Molto spesso anchei lavori pubblici traccheggiano, nel senso che vedete la prima ruspa che inizia i lavori, poi passa un anno, arriva un altra ruspa che distrugge quello che è stato fatto l’anno prima, poi un altro ricomincia, ecc… insomma questi lavori non vanno avanti, traccheggiano.

TERGIVERSARE = verbo Traccheggiare. Cercare di sfuggire a una domanda, eludere una questione con sotterfugi e diversivi.
E’ simile a traccheggiare, ma si usa più strettamente nell’ambito di discussioni verbali. Mentre il traccheggiare si può facilmente riferire ad azioni che durano nel tempo, a comportamenti, a modi di fare, colui che tergiversa, di solito, lo fa nel preciso istante in cui gli si rivolge una domanda e lui, volendo sorvolare sull’argomento, inizia a menare il can per l’aia e alla fine, tra un giro di parole, una pausa e un sorrisetto, non vi risponde su quello che volevate sapere.

TALARE = aggettivo Detto di veste lunga fino ai talloni. Riferito ad abito di preti cattolici.
Questo aggettivo si riferisce ad un abito, l’abito talare appunto. E’ l’abito che indossano i preti, quindi la classica tonaca lunga. A volte l’espressione abito talare può anche riferirsi all’essere prete; se uno dedice di indossare la veste talare vuol dire che decide di farsi prete.

TORVO = aggettivo Bieco, losco. Riferito a sguardo che esprime livore, odio.
Uno che vi guarda torvo vuol dire che vi guarda male, vi guarda “brutto”. Vedi bieco che è un sinonimo.

TORREGGIARE = verbo Elevarsi, dominare come una torre, dominare su tutti. Sovrastare, erigersi.
Colui che torreggia è colui che domina, spicca su un gruppo. Il centravanti che mantiene la palla e avanza incontrastato, torreggia l’area di rigore. Il vostro compagno di classe che è alto un metro e novanta, nella foto di gruppo torreggia su tutti voi. Vuol dire duinque spiccare rispetto a un gruppo, o per altezza, o per capacità.

TRAVERSIA = nome Disavventura, disgrazia, contrarietà.
Le traversie della vita sono le cosiddette sfighe, ma non nel senso di sfortune vaghe, nel senso pratico di disavventure, sciagure, difficoltà da superare. Se vi alzate la mattina e vi è morto il gatto, a scuola vi attende il compito in classe di matematica, nel viaggio di ritorno verso casa l’autobus buca e vi fa aspettare due ore, potrete dire di aver passato abbastanza traversie per quel giorno.

TRACOTANTE = aggettivo Insolente, pieno di presunzione. Arrogante.
Il bulletto di quartiere è un tipo assai tracotante, con i suoi modi di fare da capo, che prende in giro tutti e si sente imbattibile. Ci vorrebbe uno più grosso di lui in grado di abbassare quella sua tracotanza.

TIMORATO = aggettivo Scruopoloso, onesto, che segue la coscienza.
Si dice spesso, timorato di Dio. Uno che teme Dio e le sue leggi rispetta gli altri e si comporta sempre bene. Purtroppo oggi giorno i timorati sono sempre più in calo, ci vorrebbe proprio un’inversioen di marcia per rimettere a posto questa società allo sbando. Siamo tutti un po’ più timorati!

TETRAGONO = aggettivo Fermo, forte, saldo, resistente. Detto di persona.
Un uomo tetragono è uno che, se si è prefissato un certo proposito, non lo smuove niente, né difficoltà, né aversità; è uno quadrato, una roccia irremovibile; puoi cercsare di convincerlo della tua idea, ma è fatica sprecata perché è tetragono sul serio.

TRAFELATO = aggettivo Affannato, ansante e stanco.
Se avete fatto duecentometri di corsa per acchiappare l’autobus delle sette e mezzo, quando salirete le scalette avrete il fiatone, sarete sfiniti, come aver già lavorato mezza giornata, sarete trafelati.

TANGHERO = nome Persona rozza, villana, goffa e rustica.
Anche Renzo, quello dei Promessi Sposi, venne apostrofato un paio di volte con questo termine. Il tanghero è un grezzo, un contadinotto dai modi rozzi, il contrario di raffinato. Se qualcuno vi dà dunque del tanghero, non vuole certo farvi un complimento.

TRUCULENTO = aggettivo Truce, torvo, terribile. Che vuole apparire terrificante, violento, ma è così falso da farsi scoprire.
Un uomo truculento, è uno che fa paura a vedersi, appare minaccioso, come se volesse farvi del male da un momento all’altro. Un tipo feroce e crudele, pronto a compiere ogni sorta di violenza. Oppure, in senso quasi derisorio, un film o un racconto truculento vuol dire che quel film vorrebbe far paura, ma la narrazione è fatta in modo ingenuo e poco credibile, quindi alla fine neanche riesce più a spaventare.

TRALICE = nome Solo nella dizione “in tralice”, di traverso, obliquamente. Guardare di sottecchi.
Uno che vi guarda in tralice vi guarda di sottecchi. Vedi sottecchi.

TACCIARE = verbo Incolpare, imputare.
Se in classe sparisce la merenda di Luisa e voi, che state di banco vicino a lei, venite automaticamente accusati di averla rubata, vuol dire che siete stati tacciati di furto, o tacciati di aver rubato la merenda. Il più delle volte la persona che lamenta di essere stata tacciata di qualcosa quando viene ingiustamente incolpata di un certo reato che non ha commesso. Occhio dunque, prima di tacciare qualcuno assicuratevi delle prove sulla sua colpevolezza, altrimenti quella persona la rovinate.

TRISULCO = aggettivo Che ha tre solchi o tre punte.
Avete presente Poseidone, Nettuno, oppure il padre della Sirenetta di Wald Disney? Si tratta sempre della stessa persona (o dio), ebbene quel tipo ha sempre in mano un forcone a tre punte, un forcone trisulco per l’appunto. Anche vostro nonno, se in campagna possiede uno di quei forconi molto vecchi, con sole tre punte, quel forcone sarà trisulco.

TETRAGGINE = nome Caratteristica di ambienti dall’atmosfera cupa, sinistra, squallida. Anche riferito all’animo di una persona.
Se vi capita di passare vicino a un cimitero di notte, vi accorgerete subito di quanta tetraggine aleggia in quel luogo. Se invece una persona è di umore nerissimo, oppure è una persona molto cattiva, il suo animo sarà pieno di tetraggine.

TRASLITTERAZIONE = nome Traduzione di un testo lettera a lettera e non fonetico.
Se si deve tradurre un testo molto antico, che magari utilizzava un alfabeto diverso dal nostro, alcuni studiosi o archeologi, possono ricorrere alla traslitterazione, ovvero riproducono lettere con lettere in modo da ricostruire il testo originale anche sulla base della conoscenza del solo alfabeto. Si può fare (non so quanti siano capaci, io no) la traslitterazione di un testo cirillico secondo un alfabeto latino latino.

TICCHIO = nome Voglia improvvisa e bizzarra.
Mettiamo che piove e state a casa, ma a un certo punto vi salta il ticchio di prendere il motorino e allora, a costo di mettervi l’impermiabile, partite lo stesso col due ruote. Occhio a non scivolare!

TRASCENDERE = verbo Oltrepassare, superare. Eccedere, andare oltre i limiti.
Se volete dire che un evento ha superaro di gran lunga qualcos’altro, potete dire che ha trasceso: il concerto di ieri ha trasceso tutti i precedenti, nel senso che è stato migliore di tutti i precedenti. Se di solito in storia prendere sempre sei, ma un giorno vi beccate un otto, potete dire che quel compito ha trasceso la media. Usato come intransitivo, indica che si è esagerato; domani studierò ma senza trascendere (non mi ammazzerò di studio).

TURIBOLO = nome Incensiere. Vaso dove si brucia l’incenso in funzioni religiose.
Se purtroppo vi è capitato di partecipare ad un funerale, quando a fine messa viene acceso l’incenso e il prete agita quella boccia di metallo con la catena dalla quale esce il fumo bianco, la boccia si chiama anche turibolo.

TREMEBONDO = aggettivo Turbato da accentuata e durevole trepidazione. Persona persistentemente indecisa.
Il tremebondo è un ansioso cronico, uno che ha sempre paura che gli succeda qualcosa, oppure agitato per niente. Se andate a fare un viaggio con un amico tremebondo, egli inizierà a dire: “ecco, adesso ci succederà un incidente, ecco che l’aereo cadra, se arriviamo a destinazione potrebbe prenderci una malattia”. Quindi vi consiglio di non andare a fare viaggi con tipi troppo tremebondi, potrebbero rovinarvi il divertimento. Un tremebondo è anche uno che se va in un negozio, vede due maglie e sta tre ore a scegliere quale comprare perché non riesce mai a decidersi.

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U

UGGIOLARE = verbo Detto del cane, lamentarsi con insistenti mugolii.
Il cane uggiola dalla fame, ciè guaisce e si lamenta, piange.

UBIQUITA’ = nome Facoltà di essere in più luoghi contemporaneamente.
Una volta si diceva che nessun uomo ha il dono dell’ubiquità, infatti, come puoi essere a scuola e nel letto a dormire nello stesso tempo? Ma oggi ho scoperto che l’ubiquità esiste: se tenete acceso messenger e facebook, potete essere contemporaneamente online in entrambi i sistemi! Non vale? Pazienza, ci ho provato.

ULANO = nome Soldato a cavallo con lancia.
Immaginate quei soldati del XIV secolo, con le lance, la corazza di metallo, tutti eleganti pronti alla morte. Come la metti, la guerra è sempre brutta lo stesso.

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V

VEZZO = nome Consuetudine, modo di fare.
Ho notato che molti ragazzi di oggi hanno il vezzo di andare in giro con delle grandi cuffie da dee-jay appese al collo.

VELLEITARIO = aggettivo Che si limita al vagheggiamento, al desiderio ambizioso, senza la possibilità di realizzarsi o esplicarsi.
Il carattere velleitario di una pesona o un desiderio, è quello della serie che uno vorrebbe fare chissà che, ma nella realtà nulla si conclude. Io potrei dire, grazie a me si realizzerà la pace nel mondo, grazie a me tutti saranno felici. E’ chiaro che sto dicendo cose velleitarie, belle da sentire ma irrealizzabili. Le utopie in genere sono cose velleitarie.

VACUO = aggettivo Vuoto.
Una persona che ha bevuto un litro e mezzo di vino avrà gli occhi vacui. Bevete con moderazione.

VEEMENZA = nome Impeto travolgente, furia irruenta.
Se fate incazzare vostro padre, ma proprio tanto, lo esasperate fin sopra i capelli, allora lui non potrà che rimproverarvi con veemenza.

VOLUTTA’ = nome Godimento fisico e spirituale. Piacere sessuale. Godimento fortissimo, non necessariamente erotico.
Se andate in pasticceria e vi mangiate una di quelle paste fresche buonissime, ripiene alla crema chantilly, proverete una gran voluttà. Ma anche se ascoltare la più bella canzone del vostro cantante preferito, quando nessuno vi rompe le scatole, venite pervasi da gran voluttà. Riguardo la voluttà sessuale, ognuno faccia riferimento alle proprie esperienze personali.

VOLITIVO = aggettivo Che ha volontà forte e risoluta. Relativo alla volontà.
Essendo, almeno in quel periodo, un ragazzo assai volitivo, riuscii a passare la prima parte dell’estate ricurvo sui libri in preparazione dell’esame di Stato. E mi andò bene.

VERECONDIA = nome Sentimento di pudore. Atteggiamento riservato e timoroso riconducibile a un naturale senso di pudore.
Ho conosciuto ragazze dotate di forte verecondia, neanche i più delicati e attenti corteggiamenti riuscirono a strappare loro un bacio, diventavano rosse in viso e guardavano a terra imbarazzate. Comunque nella società di oggi anche di verecondia (purtroppo) se ne inizia a vedere poca…

VATICINIO = nome Profezia, predizione solenne.
Anche oggi molti maghi, stregoni, falsi dottori, spesso e volentieri smascherati da Striscia la Notizia, si fanno pagare fior di quattrini per i loro vaticinii. Quello che vi predice il futuro, quello che sa indovinare i numeri che usciranno al superenalotto, è uno che fa vaticinii, predizioni. Un vaticinio può essere anche la lettura della vostra mano: “vedo tanta fortuna e tanto amore, una vita lunga…”. Ma secondo voi, se uno fosse in grado di predire con certezza i numeri del superenalotto, anziché spillare a voi cento euro, ma non se li giocherebbe lui stesso i numeri, senza dire niente a nessuno?

VIBRATILE = aggettivo Che è atto a vibrare.
Le corde degli strumenti musicali, come anche la loro cassa armionica, sono vibratili.

VIZZO = aggettivo Che non è più fresco e sodo. Avvizzito.
Se lasciate una mela fuori dal frigorifero per una settimana, essa diventa tutta grinzosa, floscia, vizza o avvizzita. Il volto di una donna di settant’anni (plastiche facciali a parte) è generalmente molto vizzo, floscio e rugoso.

VENALE = aggettivo Di ciò che, contrariamente alla propria natura, diviene oggetto di lucro. Colui che agisce solo per avidità di denaro, spesso in modo cinico.
La persona venale è quella che cerca sempre il buisness, che vede il guadagno dappertutto, e se il guadagno non c’è allora non vale neanche la pena di impegnarsi su una certa cosa. L’amore venale per una donna è quando si sta con lei solo perché ha i soldi e ci fa comodo. Una persona venale è anche colui che si fa corrompere facilmente. Una merce può essere venale se, grazie ad essa, è possibile guadagnare denaro, può essere oggetto di commercio.

VILIPENDIO = nome Reato nel mostrare disprezzo verso beni giuridici, verso oggetti o vlori tutelati dalle leggi dello Stato. Dimostrazione di disistima o disprezzo che può assumere toni di scherno o ingiuria.
Se una persona insulta, maltratta o danneggia volontariamente la bandiera italiana compie reato di vilipendio. Una volta la gente che compiva reati veniva esposta alla pubblica gogna, cioè messa a disposizione della società per essere derisa e insultata, si può dire che chi veniva messo alla gogna veniva esposto al vilipendio della società.

VESPERTINO = aggettivo Della sera.
Quando giunge le sera, il cielo si fa scuro, il sole tramonta, giunge il crepuscolo vespertino.

VERBOSO = aggettivo Prolisso, sovrabbondante nel parlare e nello scrivere.
Avete presente quella vostra amica che per dire una semplicissima frase del tipo: “stasera usciamo” inizia a parlare per dieci minuti “Allora, siccome ieri ho visto Alessandra, che non aveva proprio tanta voglia di uscire, però ci ho parlato, allora ci siamo messe d’accordo e abbiamo pensato che magari si poteva andare da qualche parte, però non mi sembrava giusto prendere delle decisioni senza prima aver chiesto il vostro parere, in fondo siamo tanto amiche…”. Sappiate che quella vostra amica è verbosa nel parlare.

VENATORIO = aggettivo Relativo alla caccia.
Tutto ciò che ha a che fare con la caccia, ad esempio avere il fucile, andare nelle campagne la mattina alle cinque, portarsi il panino in tasca, stare chiusi nel capannio in attesa di uccelli… sono tutte attività venatorie. Se una rivista è specifica della caccia e ha tutti articoli che parlano di caccia è una rivista venatoria. Un cacciatore è colui che esercità l’attività venatoria.

VILLANZONE = aggettivo Maleducato fino al punto di provocare un forte risentimento.
Uno maleducato, anzi maleducatissimo, anzi super maleducatissimo, che come apre la bocca vi insulta e vi offende a morte è un vero villanzone.

VERGARE = verbo Percuotere con verga. Manoscrivere.
Il pastore che manda avanti l’asino a colpi di bastone è uno che verga l’asino. Ma questo termine è molto più usato per dire che vi mettete a scrivere con la penna su un foglio di carta, vi metteta a vergare il foglio.

VELLICHIO = nome Sensazione prolungata di solletico, pizzicore, formicolio, frizzo sottopelle.
Se bevete un sorso di coca cola, sentite un vellichio in gola. Se vi entra una formica sotto la camicia, avvertite un vellichio diffuso per tutto il corpo.

VERVE = nome Estro, brio.
Ricordo un gruppo musicale che portava questo nome. Chi ha verve ha estro, fantasia, facoltà di inventare cose interessanti e divertenti. Un gruppo musicale che produce belle canzoni, spiritose e piacevoli, ha molta verve. Uno scrittore, o un comico di Zelig, che fa ridere, inventa sempre nuove battute, ha anch’esso verve.

VESTALE = nome Donna di coscumi severi, moralmente irreprensibile. Per estensione chiunque custodisca severamente qualcosa di importante.
Una volta le vestali erano le sacerdotesse che custodivano il fuoco sacro il quale non doveva mai spegnersi. Oggi mia suocera, che è una donna dedita alla famiglia, alla religione e alla buona condotta morale, può essere considerata una vestale dei buoni principi cristiani. Si può dire invece che qualcuno è vestale di un qualcosa in senso derisorio. Ad esempio il politico che si mette sempre in mostra e dice continuamente “io sono onestissimo come nessun altro”, ma in realtà non è poi così bravo, può essee un vestale della politica onesta.

VIATICO = nome Quanto può servire di sostegno, di conforto in un’impresa o attività. L’eucarestia portata in casa ai malati.
Se lo Stato mette a disposizione degli incentivi per la rottamazione delle automobili, questo diviene un viatico per chi acquista le auto (perché le paga meno), ma anche per chi vende (perché gli affari vanno meglio). Il viatico è sempre qualcosa che aiuta, che fa stare meglio, che allevia una difficoltà o un cammino. Se andate in bicicletta e per strada qualcuno vi regala una bottiglia d’acqua fresca, quello diviene un viatico per voi che siete assetati.

VENTILARE = verbo Proporre alla discussione. Avanzare, affacciare, prospettare.
Immaginate una riunione di grandi manager, quelle con il tavolino ovale e tutti i capoccioni seduti, ciascuno con il suo PC acceso. Uno alza la mano e propone al boss “mi scusi, ma in base alle attuali situazioni di mercato, mi sembra inevitabile dover vendere il 10% della società”. Quel manager ha appena ventilato l’idea di vendere il 10% della società. Anche tra amici potete ventilare una proposta “Che ne dite se stasera ci andiamo a fare una pizza?” Avete ventilato la proposta di farvi una pizza.

VITTORIANO = aggettivo Caratteristicoe dell’epoca della regina Vittoria d’Inghilterra (1819-1901). Eccessiva castigatezza nei costumi o nel vestire.
Può essere in stile vittoriano un palazzo dell’ottocento, un abito dell’ottocento, oppure uno stile di vita di quell’epoca. Oggi giorno che vanno di moda i vestiti da donna super scollati, con le gonne inesistenti e le mutande che sbordano dai pantaloni su pance nude, vedere una donna con gonna lunga fino ai piedi e camicia completamente chiusa a maniche lunghe ha del vittoriano (anche se la donna vestita è più bella e sensuale di quella troppo nuda, parola di uomo).

VARO = aggettivo In medicina, arto, osso che presenta una deviazione.
Se un uomo ha un piede storto che lo fa zoppicare, in realtà ha un piede varo.

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Z

ZAFFATA = nome Onda improvvisa di puzzo, odore fetido e sgradevole. Getto di liquido o gas che sgorga all’improvviso.
In uno sgabuzzino avete dimenticato il sacco dell’immondizia da due settimane; non appena aprirete la porta dello sgabuzzino, verrete travolti da una zaffata di puzza della spazzatura. Se d’improvviso vi si rompe il tubo del gas, quello che dal muro raggiunge il fornello, partirà una zaffata di gas.

ZAGAGLIA = nome Arma simile alla lancia, usato fino all’inizio del ‘600 e ancora oggi in uso presso alcuni popoli primitivi.
Nella frazione in cui vivo ci sono decine e decine di famiglie con questo cognome. Dunque il significato è proprio questo: una specie di lancia, come quelle che si usano nelle tribù in mezzo alle foreste per cacciare o fare la guerra.

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